Pedopornografia ad Ariano Irpino, l’indagato nega di aver messo in rete i files
Il 60enne nega la diffusione dei 5mila file sequestrati: «Nessuno scambio, li ho solo scaricati da un sito per adulti»
I dettagli dell'inchiesta sul materiale pedopornografico scoperto ad Ariano Irpino si arricchiscono dell'esito dell'interrogatorio di garanzia a cui è stato sottoposto il 60enne arrestato. Davanti al giudice per le indagini preliminari, l'uomo ha scelto di non avvalersi della facoltà di non rispondere, offrendo la propria versione sui circa cinquemila file con immagini di minori sequestrati dalla Polizia di Stato. Un passaggio formale che mappa la linea difensiva dell'indagato, ora al vaglio della Procura distrettuale di Napoli che coordina le indagini.
Nel corso del colloquio con il magistrato, l'uomo assistito dal proprio legale, ha negato con decisione di aver mai condiviso o ceduto ad altri il materiale archiviato sui suoi dispositivi. L'indagato ha infatti sostenuto di aver scaricato i file direttamente da un portale pornografico per adulti, escludendo di far parte di reti di scambio o di aver messo in rete i contenuti multimediali finiti sotto sequestro.
Le dichiarazioni rese al giudice passano ora alla verifica tecnica del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Campania, che opera in collaborazione con il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia. Gli investigatori analizzeranno il contenuto dei numerosi telefoni cellulari trovati nella disponibilità dell'uomo, compresi quelli rotti o in disuso, per risalire alle tracce informatiche e verificare l'effettiva assenza di flussi di dati in uscita.
L'attività investigativa prosegue quindi sul fronte delle analisi forensi per accertare la fondatezza di quanto dichiarato dal sessantenne. Nei prossimi giorni, gli accertamenti sui supporti digitali stabiliranno se la condotta si sia effettivamente limitata al solo download dei file o se emergeranno elementi diversi da quanto affermato durante l'interrogatorio.