Parco, scontro istituzionale tra Durazzano e Sant’Agata de’ Goti
I gruppi di opposizione PD e “Dei Goti” replicano alla sindaca di Durazzano, denunciando il silenzio dell’amministrazione santagatese.
I gruppi consiliari di minoranza PD e “Dei Goti” di Sant’Agata de’ Goti hanno diramato oggi una nota ufficiale per replicare alle recenti dichiarazioni della sindaca di Durazzano in merito alla gestione del Parco, contestando l’assenza dell’amministrazione locale e ribadendo il proprio diritto di vigilanza politica.
Il dibattito nasce dalla recente partecipazione a un tavolo istituzionale sul Parco, evento che ha innescato una vivace polemica tra le amministrazioni coinvolte. Secondo i gruppi di minoranza, l’invito ricevuto dal Comune di Sant’Agata de’ Goti non avrebbe giustificato la scelta della sindaca facente funzioni di disertare il confronto, interpretando tale assenza come la conferma di una disattenzione prolungata verso questioni cruciali per l’intero territorio.
Al centro della contestazione vi è il metodo di gestione dell’incontro, giudicato dai consiglieri di opposizione come politicamente e istituzionalmente inadeguato, oltre alla scelta di mantenere un silenzio prolungato durante l’intera consiliatura su temi di interesse collettivo. I firmatari respingono con fermezza le critiche ricevute, sottolineando che la propria azione non rappresenta un’indebita intromissione, bensì l’esercizio doveroso del mandato democratico di controllo e stimolo dell’azione amministrativa.
La replica dei gruppi PD e “Dei Goti” si sposta poi sul piano dei rapporti istituzionali, definendo inopportuni i toni utilizzati dalla sindaca di Durazzano. Secondo le minoranze, il tentativo di limitare il diritto di espressione e di intervento dei gruppi consiliari, invocando presunti limiti di mandato, riflette una visione distorta delle dinamiche democratiche che tende a delegittimare il ruolo essenziale svolto dalle opposizioni all’interno degli enti locali.
In conclusione, la nota ribadisce la totale indisponibilità a subire lezioni di bon ton istituzionale da chi, a giudizio dei consiglieri, non ha saputo garantire la trasparenza necessaria su tematiche di grande rilevanza pubblica. Il documento si chiude con l’auspicio che si possa ritrovare uno spirito di confronto serio e costruttivo, subordinato esclusivamente alla tutela degli interessi delle comunità rappresentate e al rispetto reciproco tra i diversi ruoli istituzionali.