IL PARTENIO VA DIFESO

Parco del Partenio: Tolleranza Zero contro Quad e Motocross

Le parole del presidente del Parco del Partenio, Franco Iovino, confermano la volontà di non arretrare nella difesa del territorio. Ma la tutela della montagna deve diventare una responsabilità collettiva

07 novembre 2026 16:49
Parco del Partenio: Tolleranza Zero contro Quad e Motocross -
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I sentieri del Partenio non sono piste da fuoristrada e i suoi pianori non possono diventare circuiti improvvisati per quad e moto da motocross. Eppure, il transito di questi mezzi in ambienti naturali continua a rappresentare un problema sul quale non bisogna abbassare la guardia.

Non è soltanto una questione di rumore o di disturbo per chi frequenta la montagna. Il passaggio dei mezzi motorizzati può danneggiare il fondo dei sentieri, favorire l'erosione del terreno, compromettere la vegetazione e disturbare la fauna. Quando avviene in aree protette o in violazione dei divieti, il problema diventa anche una questione di legalità.

In questo scenario si inserisce l'impegno annunciato da Franco Iovino, presidente del Parco Regionale del Partenio. Nei prossimi mesi, ha spiegato, la priorità sarà rafforzare il controllo del territorio attraverso una maggiore sinergia istituzionale. Il confronto con il Prefetto e la collaborazione con i Carabinieri Forestali dovranno consentire di intensificare i presidi contro il bracconaggio, il taglio indiscriminato degli alberi secolari e le violazioni lungo i sentieri protetti.

Parole importanti, che indicano una direzione precisa: non arretrare davanti agli abusi ambientali. Ma sarà fondamentale verificare che agli impegni seguano controlli effettivi e continuativi, soprattutto nelle zone più esposte.

C'è però un altro elemento che merita attenzione: la vigilanza non può essere affidata esclusivamente alle istituzioni. Anche i cittadini hanno un ruolo decisivo.

Chi frequenta il Partenio e assiste al passaggio di quad o moto da cross in sentieri e pianori dove il transito non è consentito dovrebbe segnalare gli episodi agli organi competenti. Lo stesso vale per tagli sospetti, danneggiamenti e altre violazioni ambientali.

Non servono gesti eclatanti: una segnalazione tempestiva, con il luogo, l'orario e, se possibile, documentazione fotografica raccolta senza esporsi a rischi, può aiutare le autorità a intervenire.

Troppo spesso si assiste a episodi di degrado senza che nessuno ritenga necessario denunciarli. È proprio questa passività che bisogna superare. Frequentare la montagna significa anche rispettarne le regole e contribuire alla sua protezione.

La rete di legalità auspicata da Iovino deve quindi coinvolgere non soltanto gli enti e le forze dell'ordine, ma anche associazioni, escursionisti, residenti e semplici frequentatori del territorio.

Il Partenio ha bisogno di controlli, ma anche di cittadini attenti e pronti a segnalare ciò che non va. Perché un sentiero danneggiato o un pianoro trasformato in pista fuoristrada non sono problemi di qualcun altro: sono una perdita per l'intera comunità.

L'impegno del Parco va sostenuto, senza rinunciare a chiedere risultati. La tutela della montagna si misura soprattutto nella capacità di impedire che gli abusi continuino a ripetersi.

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