Paduli, Veleni ed Odori nell'Aria: il Silenzio sulle Esalazioni è Inaccettabile!
Il gruppo SiAmo Paduli attiva Arpac e Asl: si faccia luce sulle emissioni serali tra la discarica e la zona Asi. La salute non si baratta.
C'è un confine sottile oltre il quale il disagio quotidiano cessa di essere una semplice seccatura per trasformarsi in una questione strategica di dignità, salute e diritti fondamentali. A Paduli questo limite è stato ampiamente superato, lasciando spazio a un'insofferenza diffusa che cresce di sera in sera insieme a un'aria pesante, pungente e a tratti irrespirabile. Quando il sole cala, una cappa nauseabonda avvolge ampie porzioni del territorio comunale, costringendo intere famiglie a barricarsi in casa, chiudere le finestre e rinunciare agli spazi all'aperto. Non si tratta di episodi isolati né di suggestioni collettive, bensì di una presenza costante e anomala che interpella direttamente la responsabilità delle istituzioni e pretende risposte trasparenti, immediate e rigorose.
Di fronte a un quadro sempre più critico, il gruppo consiliare di opposizione "SiAmo Paduli" ha deciso di rompere gli indugi, facendosi cassa di risonanza delle proteste della comunità e investendo formalmente della vicenda la ASL di Benevento, l'ARPAC e le amministrazioni comunali coinvolte, da Paduli fino a Benevento e Sant'Arcangelo Trimonte. La richiesta è chiara, netta e priva di velleità demagogiche: servono accertamenti tecnici urgenti per individuare l'origine esatta delle esalazioni e circoscrivere eventuali pericoli per l'ambiente e la salute pubblica. Le ipotesi sul tavolo portano lo sguardo verso la vicina discarica di Sant’Arcangelo Trimonte o verso la zona industriale ASI di Ponte Valentino, ma solo un monitoraggio scientifico, indipendente e sistematico potrà trasformare i dubbi e i sospetti in certezze certificate.
Questa battaglia non nasce per imbastire processi sommari o cacciare capri espiatori a mezzo stampa, bensì per riaffermare un principio fondamentale di civiltà: i cittadini hanno l'inviolabile diritto di sapere cosa stanno respirando. Abituarsi al degrado olfattivo o accettare il cattivo odore come una condanna ineluttabile significa rassegnarsi a un declino che impoverisce il valore del territorio, deprime la qualità della vita e svilisce l'immagine stessa della comunità. Le verifiche sul campo, i campionamenti ambientali e la trasparenza sui dati raccolti rappresentano l'unica strada percorribile per uscire da questa zona d'ombra. Se non sussistono rischi, le autorità lo dimostrino con numeri e certificazioni alla mano; se al contrario emergeranno irregolarità o emissioni fuori norma, si intervenga senza esitazioni e con la massima fermezza per eliminare la causa e tutelare la salute di tutti. Paduli non intende più rimanere nell'incertezza: il tempo delle attese è terminato e la risposta delle istituzioni non può più tardare.