"Ora basta cattiverie": lo sfogo della mamma del piccolo Domenico travolta dagli haters
L'accordo sul risarcimento scatena l'odio social contro la famiglia Caliendo, la madre annuncia le prime querele per tutelare i propri cari.
Il dolore indescrivibile per la perdita di un figlio non è bastato a fermare la ferocia della rete. A distanza di mesi dalla tragica scomparsa del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di quasi due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito, la famiglia si trova a dover combattere un'altra battaglia assurda e crudele. Questa volta il nemico non è un male incurabile, ma l'ondata di odio gratuito scatenatasi sulle piattaforme social a seguito della notizia dell'accordo raggiunto con l'azienda ospedaliera dei Colli per il risarcimento dei danni.
"Ho cercato di farmi scivolare tutto addosso ma ora stanno esagerando, io non capisco cosa abbiamo fatto di male per meritare tutte queste cattiverie". È con queste parole intrise di amarezza e sconcerto che Patrizia Mercolino, la madre del bambino, rompe il silenzio per difendere la memoria del figlio e la dignità dei suoi cari. La donna denuncia la presenza di persone maligne che continuano a scrivere falsità sul conto della sua famiglia, arrivando ad puntare il dito persino contro il marito e gli altri figli. Uno scenario insostenibile che l'ha spinta a uscire allo scoperto per ribadire pubblicamente di non aver mai fatto del male a nessuno e di non meritare una simile violenza verbale.
Dalle parole si passerà presto ai fatti, perché la misura è colma e la tutela della serenità familiare è diventata la priorità assoluta. Patrizia Mercolino ha chiarito la ferma intenzione di procedere per vie legali contro chiunque abbia scelto di usare i social come cassa di risonanza per diffamare e giudicare senza alcuna cognizione di causa. L'obiettivo è querelare singolarmente ogni autore dei messaggi denigratori, ponendo un freno a un attacco indiscriminato che sta devastando la quotidianità dei suoi cari, già duramente provati dal lutto.
Il quadro che emerge da questo ennesimo episodio di sciacallaggio digitale è cupo e preoccupante, specie per l'impatto psicologico sui più giovani. La madre del piccolo Domenico evidenzia come il peso delle maldicenze stia soffocando la vita dei suoi figli, ormai terrorizzati anche solo dall'idea di accendere lo smartphone per il timore di imbattersi in continui attacchi d'odio. Tra la devastazione per una perdita inaccettabile e lo sconcerto per un clima sociale sempre più incattivito, la famiglia sceglie così la strada della fermezza per proteggere ciò che resta della propria pace.