Operazione Caudium, Eugenio De Paola lascia il carcere

Dopo la clamorosa riduzione di pena, da 19 anni a soli 7 anni, ottenuta all’esito del giudizio d’appello recentemente conclusosi, De Paola Eugenio lascia il carcere di Benevento. A deciderlo, stamane,...

03 febbraio 2026 18:24
Operazione Caudium, Eugenio De Paola lascia il carcere -
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Dopo la clamorosa riduzione di pena, da 19 anni a soli 7 anni, ottenuta all’esito del giudizio d’appello recentemente conclusosi, De Paola Eugenio lascia il carcere di Benevento. A deciderlo, stamane, la Corte d’Appello di Napoli – I Sezione Penale – che, accogliendo le istanze del suo difensore di fiducia, l’avvocato Valeria Verrusio, ha disposto la immediata sostituzione della misura cautelare del carcere con quella degli arresti domiciliari presso la propria abitazione. La decisione dei Magistrati partenopei arriva dopo un certosino lavoro compiuto dalla difesa del De Paola – la penalista Valeria Verrusio - che, dopo aver ottenuto in appello la esclusione del ruolo di capo e promotore dell’associazione e dell’aggravante del metodo mafioso per il proprio assistito (di qui la riduzione di pena pari a ben 12 anni), lo vede oggi lasciare la casa circondariale in cui era ristretto da circa due anni. Come si ricorderà, il processo scaturisce dall’operazione denominata “Caudium” che, nel dicembre 2023, ha interessato le province di Benevento, Avellino, Roma, Padova e Campobasso e portato all’applicazione di pesanti misure cautelari per ben 23 indagati. Le investigazioni avevano consentito di individuare i gestori delle “piazze di spaccio” a San Martino Valle Caudina e in località Tufara Valle di Benevento, nonché di identificare una fitta rete di “corrieri” e “pusher” e individuare uno dei luoghi di stoccaggio della droga ad Aprila, presso l’abitazione di uno degli arrestati. All’interno dell’immobile gli indagati provvedevano al taglio ed al confezionamento “sottovuoto” dello stupefacente, che poi veniva trasportato nella Valle Caudina, dove spesso gli indagati si incontravano presso la sede di una società di Tufara Valle, di cui erano soci alcuni degli imputati.

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