Omicidio Martina Carbonara: il reo confesso in aula tra lacrime e scuse

«Non mi perdono, ma non volevo minacciarla». Alessio Tucci parla in videoconferenza al processo di Napoli davanti alla madre della vittima.

14 luglio 2026 11:22
Omicidio Martina Carbonara: il reo confesso in aula tra lacrime e scuse -
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Nel corso dell'udienza tenutasi nell'aula 116 del Tribunale di Napoli, il ventenne Alessio Tucci ha rilasciato una serie di dichiarazioni spontanee visibilmente commosso, chiedendo scusa alla famiglia per l'omicidio dell'ex fidanzata Martina Carbonara, avvenuto un anno fa. Il giovane reo confesso, che ha partecipato al processo in videoconferenza a causa delle forti tensioni registrate tra le famiglie durante la prima udienza, ha cercato di ridefinire il senso di alcuni messaggi minatori emersi nel dibattimento, scatenando la reazione dolorosa e severa della madre della vittima, Enza Cossentino, presente in aula.

Il ventenne ha voluto chiarire il contenuto di un messaggio audio trasmesso nella precedente seduta giudiziaria, quel «devi morire per amore» che l'accusa interpreta come una prova della premeditazione e della violenza psicologica esercitata sulla ragazza. Tucci ha spiegato che l'espressione non nascondeva l'intenzione di uccidere o compiere gesti assurdi, bensì il tentativo goffo e disperato di esprimere la propria sofferenza interiore, legata alla fine della relazione, desiderando che anche la ex provasse lo stesso dolore emotivo.

Le parole dell'imputato si sono poi concentrate sul peso del rimorso e sull'incapacità di trovare una spiegazione logica a quanto accaduto quel giorno di un anno fa. Rivolgendosi idealmente ai parenti di Martina, il giovane ha ribadito di non poter pretendere il loro perdono poiché lui stesso non riesce a perdonarsi per aver commesso un'azione tanto orrenda, definendo l'intera vicenda come un incubo continuo che non abbandona mai i suoi pensieri quotidiani.

Nelle battute finali della sua deposizione spontanea, Tucci ha descritto se stesso come un ragazzo che ha sempre lavorato e rigato dritto, insistendo sul fatto di aver voluto profondamente bene alla fidanzata e di non capacitarsi ancora del blackout emotivo che lo ha spinto al delitto. Il reo confesso ha concluso il suo intervento dicendosi pienamente consapevole delle proprie responsabilità civili e penali, dichiarando di essere pronto a pagare la sua pena fino all'ultimo giorno per un dramma incomprensibile che Martina non meritava in alcun modo.

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