Omicidio alla Rems di San Nicola Baronia, il 3 dicembre al via il processo
Pasquale Cannavacciuolo morì dopo sette giorni di ricovero in ospedale. Imputato Salvatore Pasqua, accusato di omicidio volontario pluriaggravato.
Prenderà il via il prossimo 3 dicembre, dinanzi alla Corte d’Assise di Benevento, il processo a carico di Salvatore Pasqua di 60 anni, accusato di omicidio volontario pluriaggravato per la morte di Pasquale Cannavacciuolo, aggredito il 29 settembre 2025 all’interno della REMS di San Nicola Baronia, in provincia di Avellino.
Secondo l’accusa, la vittima sarebbe stata aggredita senza apparente motivo. La violenza si sarebbe sviluppata in più fasi: dapprima due schiaffi al volto, poi, una volta caduta a terra, dodici calci alla testa. L’intera sequenza sarebbe stata ripresa dalle telecamere di sicurezza della struttura.
Trasportato in ospedale, Cannavacciuolo è deceduto dopo sette giorni di ricovero, a seguito delle lesioni riportate nell’aggressione.
Il GUP del Tribunale di Benevento, dott. Perrotta, ha disposto il rinvio a giudizio dell’imputato davanti alla Corte d’Assise, dove si svolgerà il processo per accertare le responsabilità penali relative alla vicenda.
La precedente vicenda giudiziaria
Salvatore Pasqua si trovava nella REMS irpina in esecuzione di una misura di sicurezza disposta nell’ambito di un precedente procedimento per un omicidio commesso alcuni anni prima all’interno del carcere di Poggioreale.
Per quel fatto, in primo grado, la Corte d’Assise di Napoli lo aveva condannato a 24 anni di reclusione. In sede di appello, tuttavia, l’avvocato Rolando Iorio, difensore dell’imputato, era riuscito a ottenere la riforma della sentenza di condanna, con l’assoluzione per incapacità di intendere e di volere.
In considerazione della pericolosità sociale riconosciuta nell’ambito di quel procedimento, la Corte d’Assise d’Appello di Napoli aveva disposto l’applicazione della misura di sicurezza presso una REMS, struttura destinata all’esecuzione delle misure di sicurezza per persone con disturbi mentali autrici di reato.
È proprio nella struttura di San Nicola Baronia che, secondo la ricostruzione accusatoria, si sarebbe verificata la nuova aggressione culminata nella morte di Cannavacciuolo.
Il prossimo 3 dicembre si aprirà dunque una nuova fase giudiziaria, chiamata a fare luce sulla dinamica dei fatti e sulle eventuali responsabilità dell’imputato, che dovranno essere accertate nel corso del dibattimento nel rispetto della presunzione di innocenza.