Omicidio Gioia, Giovanni ed Elena non rispondono al Gip. Convalidati gli arresti.

Convalidati gli arresti di Giovanni Limata, 23 anni, ed Elena Gioia, 18 anni, accusati dell'omicidio del 53enne Aldo Gioia, padre della ragazza, che sarebbe stato ucciso perché si opponeva alla loro r...

26 aprile 2021 13:05
Omicidio Gioia, Giovanni ed Elena non rispondono al Gip. Convalidati gli arresti. -
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Convalidati gli arresti di Giovanni Limata, 23 anni, ed Elena Gioia, 18 anni, accusati dell'omicidio del 53enne Aldo Gioia, padre della ragazza, che sarebbe stato ucciso perché si opponeva alla loro relazione. I due giovani sono reclusi nel carcere di Avellino, questa mattina si è tenuta l'udienza di convalida davanti al gip; entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nonostante Limata, bloccato poche ore dopo l'omicidio nella casa dei genitori a Cervinara, avrebbe confessato l'omicidio e detto che ad organizzare tutto sarebbe stata la fidanzata. L'autopsia sul corpo del 53enne verrà eseguita oggi nell'ospedale di Avellino.

Elena Gioia è assistita dall'avvocato Giovanni Cerino (per l'udienza di stamattina è stata seguita dall'avvocato Umberto Ferrajuolo, fratello della madre), mentre Giovanni Limata da Mario Villani; inizialmente erano stati indicati come legali Innocenzo Massaro per lei e Mario Picca per lui, ma entrambi i legali hanno rinunciato all'incarico. La scelta del silenzio davanti al gip di Avellino Paolo Cassano è stata "tecnica", per consentire agli avvocati, che hanno ricevuto l'incarico soltanto stamattina, di acquisire ed esaminare gli atti in possesso dei magistrati. In Tribunale stamattina c'erano la madre della ragazza, Liana, e i fratelli di Aldo Gioia, ma non era presente nessun componente della famiglia Limata.

L'indagine è coordinata dal sostituto procuratore Vincenzo Russo. I due fidanzati sono accusati di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, per Elena Gioia c'è anche l'ulteriore aggravante dello stretto legale di parentela. Dopo l'udienza il 22enne e la 18enne sono stati riaccompagnati nel carcere di Avellino dalla Polizia Penitenziaria.  Ora si attende l'ordinanza di custodia cautelare per entrambi, che potrebbe venire emessa dal gip nel pomeriggio. Secondo la ricostruzione venerdì scorso Limata è entrato nella casa della fidanzata mentre lei era uscita di casa con un pretesto e ha colpito il 53enne con sette fendenti, usando un coltello da caccia; il piano, ha spiegato successivamente agli agenti della Squadra Mobile, era stato organizzato dalla fidanzata ed era di sterminare l'intera famiglia, uccidendo anche la moglie della vittima e l'altra figlia, ma le urla di Aldo Gioia lo avrebbero costretto a fuggire. Inizialmente Elena Gioia aveva parlato di una irruzione da parte di ladri.

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