Nuovi treni a Napoli, la Valle Caudina resta a piedi: il paradosso di EAV
A Porta Nolana si annunciano 280 corse al giorno e nuovi convogli. Nel Sannio, invece, studenti e pendolari aspettano ancora di sapere quando potranno tornare ad avere un collegamento ferroviario vero.
Nuovi treni. Nuovi orari. 280 corse giornaliere. Tempi di percorrenza ridotti. Fermate ripristinate. E, soprattutto, il viaggiatore finalmente “al centro”.
Peccato che, a leggere queste parole dalla Valle Caudina, il rischio sia quello di chiedersi: al centro di cosa?
Perché mentre a Porta Nolana si presenta il nuovo piano di esercizio sulle linee vesuviane, nel territorio caudino la realtà continua a essere quella di una mobilità appesa alle promesse, ai lavori e ai servizi sostitutivi.
La Ferrovia della Valle Caudina, la linea Cancello-Benevento gestita da EAV, è ancora ferma al servizio passeggeri. EAV ha indicato come obiettivo la riapertura entro il primo trimestre del 2027, al termine degli interventi e dopo le necessarie autorizzazioni e verifiche. Ma per chi ogni mattina deve andare a scuola, all'università o al lavoro, il futuro non è una coincidenza da aspettare: è un problema quotidiano.
E allora viene spontaneo chiederselo: dove sono le certezze per i pendolari della Valle Caudina?
Perché un conto è annunciare nuovi treni. Un altro è spiegare a migliaia di cittadini perché da anni debbano fare i conti con collegamenti alternativi, disagi e tempi di viaggio che rendono complicata persino la normale organizzazione della giornata.
La domanda non è contro Napoli. Non è contro l'area vesuviana. E non è certamente contro chi finalmente vedrà migliorare il proprio servizio.
La domanda è un'altra: perché ogni volta che si parla di rilancio del trasporto ferroviario campano sembra esserci una Campania che corre e un'altra che aspetta?
A Napoli si parla di frequenze cadenzate.
Sulla Napoli-Sorrento si parla di recuperare minuti.
Nell'area vesuviana si annunciano nuovi convogli.
E in Valle Caudina?
Si aspetta.
Si aspetta la riapertura della linea. Si aspettano date certe. Si aspettano orari. Si aspetta di capire quale sarà il servizio effettivo quando finalmente i treni torneranno a circolare.
E soprattutto aspettano gli studenti. Aspettano i lavoratori. Aspettano le famiglie che ogni giorno devono organizzarsi intorno a un sistema di trasporto che, per una parte del territorio, è ancora lontano dall'essere quella rete moderna, efficiente e prevedibile che viene raccontata nei comunicati.
EAV ha parlato di importanti lavori di ammodernamento della Cancello-Benevento e di un percorso verso la riapertura. È un dato importante. Ma adesso il territorio pretende qualcosa di altrettanto importante: risposte precise.
Non bastano più gli annunci.
Servono una data, un piano di esercizio, frequenze, collegamenti e soprattutto garanzie sulla continuità del servizio.
Perché il “viaggiatore al centro” non può essere soltanto quello che percorre la linea Napoli-Sorrento.
Il viaggiatore è anche quello che vive a Montesarchio, ad Airola, a Cervinara, a San Martino Valle Caudina, a Rotondi, a Paolisi e negli altri comuni del territorio.
È quello che alle sei del mattino deve capire come arrivare a scuola.
È quello che deve raggiungere Benevento per lavorare.
È quello che deve andare all'università e non può permettersi di vivere ogni giorno nell'incertezza dei collegamenti.
La Valle Caudina non chiede corsie preferenziali. Non chiede di togliere qualcosa a Napoli o al Vesuviano.
Chiede semplicemente di non essere considerata periferia quando si parla di diritti e cittadinanza, mentre diventa Campania a tutti gli effetti quando arrivano gli annunci e le promesse.
Il nuovo piano EAV può rappresentare un passo avanti per le linee interessate. Ma proprio per questo la domanda della Valle Caudina diventa ancora più forte:
quando arriverà il momento di parlare concretamente anche dei suoi pendolari?
Perché mentre qualcuno inaugura una nuova stagione del trasporto ferroviario, qui il rischio è che l'unica cosa rimasta davvero “cadenzata” sia l'attesa.