Valle Caudina, studenti ancora a terra: qui la politica conta zero
Pullman EAV già pieni e ragazzi costretti a rimanere alle fermate. A San Martino, Montesarchio e Pannarano questa mattina 10-12 studenti non sono riusciti a salire. E alla stazione Appia la storia si ripete da giorni.
Ancora una mattina di disagi per gli studenti della Valle Caudina che utilizzano il servizio sostitutivo su gomma sulla tratta Napoli-Benevento.
Il pullman proveniente da Napoli e diretto verso Benevento, questa mattina, è arrivato già pieno nelle fermate di San Martino, Montesarchio e Pannarano. Secondo quanto segnalato, circa 10-12 ragazzi non sono riusciti a salire e sono rimasti a terra.
Una situazione che, a quanto viene riferito dagli utenti, non sarebbe affatto isolata.
Ieri, alla stazione Appia, alle 12:11, alcuni ragazzi sono rimasti nuovamente alla fermata perché il pullman aveva già raggiunto la capienza. Episodi analoghi vengono segnalati anche nelle giornate di venerdì e sabato. Giorni diversi, dunque, ma lo stesso problema: mezzi pieni e studenti costretti ad aspettare.
UN DISAGIO CHE NON PUÒ DIVENTARE LA NORMALITÀ
Al di là delle singole giornate, il punto è capire se l'attuale organizzazione del servizio sia adeguata alla reale domanda.
Gli studenti pendolari non possono sapere ogni mattina se riusciranno a salire sul pullman. Per le famiglie significa vivere quotidianamente con l'incertezza degli spostamenti, mentre per i ragazzi significa arrivare in ritardo o, in alcuni casi, dover trovare autonomamente un'alternativa per tornare a casa.
La domanda che viene posta dagli utenti è semplice: se il numero degli abbonati e dei passeggeri è noto, perché non prevedere un numero di corse o di mezzi sufficiente a garantire il trasporto di tutti?
Tra le soluzioni indicate dagli stessi utenti c'è quella di aggiungere un secondo pullman negli orari di maggiore affluenza, proprio per evitare che il primo mezzo arrivi già pieno alle fermate successive.
Una richiesta che appare ragionevole e sulla quale sarebbe auspicabile una risposta chiara da parte di EAV.
E LA POLITICA? LA VALLE CHIEDE DI ESSERE ASCOLTATA
Il tema, inevitabilmente, coinvolge anche le istituzioni del territorio.
La Valle Caudina ha più volte posto all'attenzione della politica regionale e nazionale le proprie difficoltà sul fronte dei collegamenti e dei servizi. Sono temi che riguardano direttamente la qualità della vita dei cittadini e, soprattutto, le opportunità dei giovani che quotidianamente si spostano per motivi di studio.
Non è corretto, in assenza di risposte e posizioni ufficiali, attribuire a questo o a quel rappresentante politico la responsabilità dei disservizi. Ma è altrettanto legittimo chiedere a chi rappresenta il territorio quale iniziativa intenda assumere davanti a una situazione che si ripete.
Senatori, deputati, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali hanno certamente competenze e possibilità di intervento diverse. Proprio per questo sarebbe importante capire chi intenda farsi carico della questione e chiedere a EAV una soluzione concreta.
Perché il problema non riguarda una singola fermata o una singola giornata.
Riguarda decine di studenti e un servizio dal quale dipendono quotidianamente gli spostamenti di una parte consistente della popolazione.
UNA VALLE CHE CHIEDE PESO E ATTENZIONE
Ed è qui che emerge una questione più ampia.
La Valle Caudina continua a interrogarsi sul proprio peso nelle scelte relative ai trasporti e alle infrastrutture. Non necessariamente perché manchino rappresentanti istituzionali, ma perché troppo spesso le esigenze del territorio sembrano faticare a trasformarsi in risposte concrete.
È questo il punto sul quale sarebbe importante aprire un confronto serio.
Non si tratta di chiedere privilegi per la Valle Caudina, ma di garantire ai cittadini servizi proporzionati alle loro esigenze.
E quando si parla di studenti, la questione diventa ancora più delicata.
ORA SERVE UNA RISPOSTA
EAV dovrebbe chiarire se sia a conoscenza delle criticità segnalate dagli utenti e se siano previste misure per evitare il ripetersi di questi episodi.
Allo stesso tempo, sarebbe auspicabile che le istituzioni locali e regionali facessero arrivare la voce del territorio nelle sedi competenti.
Perché, al di là delle polemiche politiche, c'è un dato concreto che non può essere ignorato:
questa mattina 10-12 ragazzi sono rimasti a terra perché il pullman era pieno.
E quando lo stesso problema si ripete per più giorni, non si può più parlare soltanto di un inconveniente.
Serve una soluzione. E serve adesso.