Nube Tossica in Valle Caudina: sulla salute serve una voce unica
L’emergenza impone responsabilità e coordinamento: meno protagonismi e una comunicazione unica per informare con chiarezza tutti i cittadini.
La Valle Caudina sta vivendo uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. L’incendio di Airola ha aperto un fronte che non riguarda soltanto un singolo Comune, ma un intero territorio. Ci troviamo a fare i conti con un pericolo che non sempre si vede, non sempre si percepisce, ma che può avere conseguenze sulla salute e sull’ambiente.
È proprio nei momenti più difficili, però, che una comunità dovrebbe riuscire a mostrare il meglio di sé. E invece, anche in queste ore, colpisce la difficoltà di mettere da parte quella voglia di essere prime donne, di avere il proprio spazio, il proprio comunicato, la propria dichiarazione, la propria visibilità.
Non è il momento.
Non è una critica alla necessità delle amministrazioni di informare i cittadini. Al contrario: informare è un dovere. Ma proprio per questo bisogna farlo nel modo più efficace possibile.
L’appello che rivolgiamo ai sindaci e agli amministratori della Valle Caudina è semplice: individuate un coordinatore unico dell’informazione sull’emergenza, una figura o un organismo capace di raccogliere i dati ufficiali, confrontarsi con gli enti competenti e fornire ai cittadini indicazioni chiare, tempestive e soprattutto coordinate.
Oggi un cittadino non dovrebbe essere costretto a mettere insieme comunicati diversi, ordinanze, dichiarazioni e aggiornamenti provenienti da più Comuni per capire cosa sta accadendo e quali comportamenti adottare.
In una situazione già caratterizzata dalla preoccupazione e dall’incertezza, la sovrapposizione delle comunicazioni rischia soltanto di creare ulteriore confusione.
Siamo tutti sulla stessa barca.
La nube non conosce i confini amministrativi, così come l’aria, il vento e le eventuali ricadute sul territorio non si fermano davanti al cartello di un Comune. La tutela della salute dei cittadini non può essere gestita con logiche di visibilità personale.
Questa emergenza potrebbe invece diventare l’occasione per dimostrare che la Valle Caudina è capace di comportarsi come una comunità. Una comunità che, davanti a un problema così serio, mette da parte ciò che divide e costruisce una risposta comune.
Non serve una gara a chi comunica per primo. Non serve stabilire chi debba avere maggiore visibilità. Serve una sola voce, autorevole e comprensibile, capace di parlare a tutti i cittadini della Valle.
E sarebbe importante che fossero proprio gli amministratori a dare per primi questo esempio.
Perché quando in gioco ci sono la salute delle persone, la qualità dell’aria, l’ambiente, le campagne e il futuro di un territorio, non c’è spazio per le prime donne.
C’è spazio soltanto per la responsabilità.
La Valle Caudina oggi ha bisogno di risposte, di chiarezza e di unità.
E questa volta sarebbe davvero importante dimostrare che, quando conta, la Valle sa essere una sola comunità.