“Non restare in silenzio” contro la violenza di genere
L’8 marzo Alessia Orro si unisce all’UNICEF per sensibilizzare le adolescenti sui segnali d’allarme e il coraggio di chiedere aiuto.
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’UNICEF Italia accende i riflettori su una piaga che non accenna a diminuire: la violenza di genere. Con la nuova campagna “Non restare in silenzio”, l’organizzazione punta a rompere l’isolamento che troppo spesso avvolge le vittime, con un’attenzione specifica alle ragazze adolescenti.
Testimonial d’eccezione per l’iniziativa è la campionessa di pallavolo Alessia Orro, che l’8 marzo lancerà un video appello per invitare le giovani a riappropriarsi della propria voce.
I numeri dell'emergenza: un fenomeno globale e locale
I dati delineano un quadro allarmante che evidenzia come la violenza sia una barriera strutturale ai diritti umani:
A livello globale: Circa 840 milioni di donne (una su tre) hanno subito violenza fisica o sessuale nella vita.
In Italia: Sono 6 milioni 400 mila le donne colpite (il 31,9% della popolazione tra i 16 e i 75 anni).
L'allarme giovani: Tra le ragazze di età compresa tra i 16 e i 24 anni, si registra un preoccupante aumento delle violenze psicologiche, digitali e relazionali.
Il monito di UNICEF Italia
Secondo Nicola Graziano, Presidente di UNICEF Italia, la lotta alla violenza richiede un approccio multidimensionale. L'appello alle istituzioni è chiaro: attuare il Piano Strategico Nazionale con un focus mirato sulle adolescenti, spesso invisibili nelle statistiche ufficiali.
"La violenza si previene educando. Si contrasta garantendo l’accesso all’aiuto. Si supera con il diritto alla cura." — Nicola Graziano, Presidente UNICEF Italia
Riconoscere i "campanelli d'allarme"
La campagna punta a scardinare la pericolosa tendenza a normalizzare o romanticizzare l’abuso psicologico nelle prime relazioni affettive. Messaggi di controllo, gelosia eccessiva e isolamento sociale vengono spesso scambiati per "prove d'amore", portando le ragazze a chiudersi in un silenzio pericoloso.
Alessia Orro sottolinea l'importanza di superare il muro della paura:
"Chiedere aiuto è il primo passo per riprendersi la propria voce. È normale avere paura, ma facendo leva sul coraggio possiamo trovare la forza di aprirci alle persone di fiducia."