“No, tu non mi ami” contro la violenza di genere

Uno strumento concreto per educare i giovani all'affettività sana e sradicare i segnali del controllo tossico

A cura di Redazione
10 maggio 2026 13:00
“No, tu non mi ami” contro la violenza di genere  -
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L'Università Giustino Fortunato ha inviato in questi giorni a tutti gli istituti superiori italiani la brochure informativa "No, tu non mi ami!", un progetto di responsabilità sociale nato per contrastare la violenza di genere tra gli adolescenti. L'iniziativa, curata dallo Sportello Antiviolenza di Ateneo e dalla Commissione OPPE, si propone di offrire ai ragazzi strumenti pratici per riconoscere le dinamiche relazionali tossiche. Attraverso una distribuzione gratuita su scala nazionale, l'ateneo mira a trasformare le aule scolastiche in presidi di consapevolezza, fornendo un supporto educativo immediato che possa innescare un cambiamento culturale profondo e duraturo nelle nuove generazioni.

Il cuore del documento si sviluppa attraverso un formato dialogico estremamente efficace che mette a confronto diretto le tipiche verbalizzazioni del controllo e della svalutazione con risposte improntate all'assertività. Questa scelta comunicativa, coordinata dai docenti Antonella Petrella, Alessandro Germani e Barbara Pizzini, permette ai lettori della fascia 14-19 anni di immedesimarsi in situazioni quotidiane senza il filtro di un linguaggio teorico o accademico. In questo modo, comportamenti spesso normalizzati come la gelosia ossessiva o il monitoraggio dei messaggi vengono smascherati nella loro natura manipolatoria, offrendo ai giovani un vocabolario nuovo per difendere i propri confini emotivi e la propria libertà individuale.

All'interno dell'opuscolo trova spazio anche il Violentometro, uno strumento grafico ripreso dall'Arma dei Carabinieri che illustra visivamente la pericolosa escalation dell'abuso attraverso una scala cromatica graduata. Il percorso parte da atteggiamenti apparentemente lievi, come l'umiliazione o il ricatto affettivo, per arrivare alle condotte penalmente rilevanti che includono la coercizione e l'aggressione fisica. Questa mappatura dei rischi aiuta gli studenti a comprendere che la violenza non è un evento isolato ma un processo progressivo che deve essere interrotto ai primi segnali, fornendo una bussola precisa per orientarsi nelle complessità dei rapporti sentimentali moderni.

Oltre all'analisi comportamentale, la brochure integra elementi di sicurezza salvavita come l'illustrazione del segnale silenzioso di aiuto, un codice visivo internazionale fondamentale per chi si trova nell'impossibilità di comunicare verbalmente il pericolo. L'Università sottolinea come il materiale, pur essendo indirizzato direttamente agli studenti, rappresenti una risorsa preziosa per docenti e psicologi scolastici interessati ad avviare dibattiti e percorsi di sensibilizzazione in classe. La diffusione libera per fini educativi trasforma quindi questo dono in un patrimonio collettivo, capace di stimolare incontri e riflessioni che vadano oltre le mura scolastiche per coinvolgere l'intera comunità civile.

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