Nasce “Terra dei Diritti”: cittadini, medici e professionisti uniti per difendere ambiente, salute e legalità
Dopo l’incendio del 31 agosto allo stabilimento Eco Energy di Airola prende forma una nuova realtà civica tra Valle Caudina e Valle di Suessola.
Trasformare la preoccupazione in impegno concreto, la paura in partecipazione e la richiesta di tutela in un percorso condiviso di cittadinanza attiva. Con questi obiettivi è stato presentato ufficialmente il Comitato “Terra dei Diritti – Ambiente, Salute e Diritti”, una nuova realtà civica nata dall’iniziativa di cittadini, professionisti, tecnici e medici della Valle Caudina, della Valle di Suessola e di altri territori, accomunati dalla volontà di difendere l’ambiente, la salute pubblica, la legalità e i diritti delle comunità.
La nascita del Comitato affonda le proprie radici nelle riflessioni maturate dopo l’incendio che, il 31 agosto scorso, ha interessato lo stabilimento Eco Energy di Airola. Un episodio che ha riacceso l’attenzione sul rapporto tra ambiente, salute e qualità della vita, facendo emergere l’esigenza di costruire uno spazio stabile di confronto, informazione e partecipazione, capace di accompagnare le istanze dei cittadini con competenze, metodo e responsabilità.
Non un’iniziativa destinata a esaurirsi nell’onda emotiva di un singolo evento, dunque, ma un progetto che punta a strutturarsi nel tempo, mettendo in rete esperienze e professionalità diverse per contribuire alla tutela del territorio.
Una cittadinanza attiva autonoma e indipendente
“Terra dei Diritti” nasce con una precisa identità: promuovere una cultura fondata sulla conoscenza, sulla trasparenza, sul confronto democratico e sulla valorizzazione delle competenze scientifiche e professionali.
Il Comitato chiarisce di non voler sostituire il ruolo delle istituzioni, degli enti di controllo, delle autorità sanitarie, degli organismi di ricerca o della magistratura. Il suo obiettivo è piuttosto quello di esercitare pienamente il ruolo della cittadinanza attiva, favorendo l’accesso alle informazioni, il dialogo con le comunità e la partecipazione dei cittadini alle decisioni che incidono sull’ambiente e sulla salute pubblica.
Un impegno che, come ribadito nel corso della presentazione, sarà portato avanti in piena autonomia e indipendenza, senza finalità politiche o elettorali e nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e rigore scientifico.
Un comitato tecnico-scientifico per prevenzione e monitoraggio
Tra i punti qualificanti del progetto c’è la costruzione di un percorso tecnico-scientifico che possa affiancare le iniziative civiche con competenze mediche e professionali.
Tra i membri fondatori figurano il dottor Giuseppe Candilio, medico chirurgo originario di Avella e in servizio presso Pineta Grande Hospital, impegnato in percorsi di prevenzione oncologica, e la dottoressa Pascale Basilicata, di San Felice a Cancello, tossicologa patologa presso il Policlinico dell’Università Federico II di Napoli.
Il Comitato è già in dialogo con altri medici che hanno manifestato interesse ad aderire al progetto, con l’intento di sviluppare un’attività libera e indipendente di approfondimento, monitoraggio e prevenzione.
Parallelamente, è stato avviato un tavolo tecnico dedicato agli strumenti normativi e alle possibili iniziative da intraprendere. Un lavoro che si sviluppa su più livelli, da quello scientifico e sanitario a quello giuridico, i cui contenuti saranno presentati pubblicamente nei tempi e nelle sedi ritenuti opportuni.
L’intenzione è quella di affrontare le questioni ambientali con serietà e metodo, promuovendo l’informazione corretta e contribuendo a rendere i cittadini più consapevoli dei temi che riguardano la loro salute e il futuro dei territori in cui vivono.
Informazione, cultura e partecipazione: le prossime iniziative
Il programma del Comitato prevede già diverse attività: iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, incontri di approfondimento e confronto pubblico, collaborazioni con il mondo della ricerca e delle professioni, oltre a giornate dedicate a percorsi di prevenzione e monitoraggio.
Ma la visione di “Terra dei Diritti” va oltre gli strumenti giuridici e amministrativi. La tutela dell’ambiente e della salute viene considerata anche una questione culturale e sociale, che richiede il coinvolgimento delle persone, la diffusione della conoscenza e la capacità di costruire una coscienza collettiva.
In questa prospettiva, anche l’arte e la cultura potranno diventare strumenti di sensibilizzazione, capaci di avvicinare le comunità ai temi dei diritti e di stimolare una partecipazione più consapevole.
Refuto: «In una società frammentata e arrabbiata scegliamo di parlare di diritti»
A delineare lo spirito dell’iniziativa è la presidente del Comitato, Immafederica Refuto, che sottolinea il valore civile e democratico del percorso intrapreso.
«Terra dei Diritti nasce dalla consapevolezza che ambiente, salute e diritti rappresentano un patrimonio comune da tutelare insieme», ha dichiarato.
«Le battaglie civili e per il progresso dell’uomo sono la linfa vitale della democrazia. Terra dei Diritti nasce da questa convinzione: cittadini che, dopo la ferita del rogo del 31 agosto, scelgono di trasformare la preoccupazione in partecipazione».
Un messaggio che richiama la necessità di superare divisioni, rassegnazione e contrapposizioni, puntando sulla costruzione di proposte concrete e sulla responsabilità condivisa.
«In una società frammentata e arrabbiata, difendere ambiente, salute e diritti civili significa prendersi cura della democrazia e della vivibilità del territorio. Terra dei Diritti è uno spazio aperto a tutti coloro che desiderano contribuire in maniera costruttiva».
La presidente ha inoltre evidenziato l'importanza di affiancare alle attività di approfondimento e monitoraggio un investimento nella cultura e nella sensibilizzazione, per trasformare le richieste provenienti dalle comunità in proposte e atti concreti a beneficio del territorio e delle generazioni future.
Una rete aperta alle comunità
Il Comitato riunisce al proprio interno competenze ed esperienze differenti: professionisti, rappresentanti del mondo del lavoro, attivisti ambientali, esponenti dell’associazionismo e cittadini impegnati nella vita sociale dei rispettivi territori.
Accanto alla presidente Immafederica Refuto, fanno parte del gruppo dei soci fondatori Marika Iaderosa, avvocata; Daniele Porrino, tesoriere; Michele Izzo, funzionario di ente locale; Marianna Ciambriello, segretaria; Armando Ciardiello, impegnato in Legambiente e Slow Food; Maria Patrizia Fantasia, già preside e rappresentante del sindacato SPI CGIL; Agostino Morgillo, vicepresidente; Giacomo Crisci, attivista ambientale; Daniele Dogali, maestro di canto; Alessia Silvestro e Giulio Morgillo, attivisti; Fiorendino Bernardo, rappresentante dell’associazione Fuorionda; oltre ai già citati Pascale Basilicata e Giuseppe Candilio.
Una composizione eterogenea che riflette l’ambizione di costruire un luogo di incontro tra sensibilità diverse, unite da un obiettivo comune: contribuire alla difesa dei diritti e alla qualità della vita delle comunità.
Le adesioni sono aperte. Il Comitato invita cittadini, medici, tecnici, professionisti, giuristi ed esperti ambientali a partecipare al progetto, mettendo a disposizione tempo, conoscenze e competenze.
Per aderire è possibile consultare il sito www.terradeidiritti.it oppure scrivere all’indirizzo [email protected].
La sfida di “Terra dei Diritti” comincia da qui: costruire una presenza civica stabile, capace di ascoltare il territorio, promuovere conoscenza e favorire il dialogo, affinché le preoccupazioni dei cittadini possano tradursi in partecipazione democratica e iniziative concrete.
«Trasformare la preoccupazione in partecipazione, la conoscenza in consapevolezza e la consapevolezza in azione»: è questa la missione che il Comitato affida alle comunità della Valle Caudina, della Valle di Suessola e dei territori coinvolti.
Un messaggio che racchiude il senso dell’iniziativa e ne definisce l’orizzonte: «In una società frammentata e arrabbiata scegliamo di parlare di diritti».