Napoli Le fiamme divorano lo storico Teatro Sannazaro
Devastato il Teatro Sannazaro, lo storico tempio della tradizione partenopea situato nella centralissima via Chiaia.
Un risveglio drammatico per il cuore della città. Un vasto incendio, divampato intorno alle 6:30 di questa mattina, martedì 17 febbraio 2026, ha devastato il Teatro Sannazaro, lo storico tempio della tradizione partenopea situato nella centralissima via Chiaia.
La dinamica e i danni
Le fiamme, visibili da diversi punti della città, hanno rapidamente avvolto la parte superiore della struttura. Il danno più grave riguarda la cupola storica, risalente al XIX secolo, che è andata interamente distrutta. A causa del calore e del cedimento strutturale, la cupola è crollata sulla platea, travolgendo gli arredi e il cuore della sala.
Il fumo denso ha invaso l'intero quartiere, rendendo l'aria irrespirabile e costringendo i residenti dei palazzi adiacenti a barricarsi in casa o evacuare. Diverse persone sono rimaste intossicate e quattro di esse sono state trasportate in ospedale per accertamenti; fortunatamente, nessuno risulta in pericolo di vita.
Il dolore della città
Sul posto, tra i primi a giungere, la direttrice artistica Lara Sansone. La nipote dell'indimenticabile Luisa Conte è scoppiata in un pianto dirotto di fronte alle immagini della "bomboniera" di via Chiaia ridotta in cenere. Per Napoli, il Sannazaro non è solo un edificio, ma il simbolo della resistenza del teatro dialettale e della cultura popolare.
Le indagini
I Vigili del Fuoco, intervenuti con diverse squadre e autobotti, sono ancora al lavoro per completare lo spegnimento e mettere in sicurezza i palazzi confinanti, che hanno riportato danni alle facciate.
L'ipotesi principale: Al momento si segue la pista di un corto circuito interno, ma le autorità attendono che l'area sia accessibile per i rilievi tecnici definitivi.
"Siamo svegli dalle cinque, c'è una nube impressionante. Siamo chiusi in casa con i fazzoletti sul naso", raccontano alcuni residenti sotto shock.
La città si interroga ora sui tempi di recupero per un luogo che ha ospitato i più grandi nomi del teatro napoletano, da Scarpetta a Peppe Barra.