Muore a 55 anni dopo giorni di agonia: era rimasto gravemente ferito in cantiere
L'uomo era stato coinvolto in un grave incidente mentre lavorava. Dopo giorni di agonia, il suo cuore ha smesso di battere. La segretaria cittadina del Pd Rosa Razzano: «Non possiamo abituarci alle morti sul lavoro»
Ha lottato per giorni, ma alla fine non ce l'ha fatta. È morto a 55 anni l'uomo rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro all'interno di un cantiere di Benevento. Dopo giorni di agonia, le sue condizioni si sono aggravate fino al tragico epilogo.
Era uscito di casa per andare al lavoro, per guadagnarsi da vivere. Non farà più ritorno dalla sua famiglia. Una morte che riaccende ancora una volta i riflettori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla necessità di prevenire incidenti che continuano a trasformarsi in tragedie.
Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità. Gli inquirenti dovranno fare luce sulla dinamica dell'incidente e sulle condizioni di sicurezza presenti nel cantiere al momento dei fatti.
A intervenire sulla tragedia è la segretaria cittadina del Partito Democratico, Rosa Razzano, che esprime dolore e rabbia per una nuova vita spezzata sul lavoro.
«Sapere che una vita si spegne così, tra le impalcature di un cantiere, deve farci provare rabbia, non abitudine», afferma Razzano. «La sicurezza sul lavoro non è una voce di bilancio su cui risparmiare o un dettaglio burocratico: è il confine minimo che separa la civiltà dalla barbarie».
Parole che sottolineano anche il rischio di una pericolosa assuefazione davanti alle notizie di morti sul lavoro. «Ciò che fa più male è constatare quanto siamo diventati freddi», aggiunge la segretaria cittadina del Pd. «Morire di lavoro è un dramma antico, una ferita che ci trasciniamo da secoli, eppure abbiamo finito per farci il callo».
Il riferimento è a quelle tragedie che rischiano di diventare, nella percezione collettiva, una sorta di tragica normalità. «Scorriamo queste notizie con una sorta di anestesia sociale, derubricandole a tragica routine», sottolinea Razzano.
Mentre gli inquirenti proseguono gli accertamenti, resta il dolore per una famiglia che ha perso un proprio caro dopo giorni di speranza e angoscia.
«Ogni lavoratore ha il diritto sacrosanto di tornare a casa la sera», conclude Razzano. «E finché questo non sarà garantito a tutti, ogni cantiere incustodito sarà una sconfitta per l'intera comunità».
Un uomo di 55 anni era uscito di casa per lavorare. Dopo giorni di agonia, quella speranza di tornare dai suoi cari si è definitivamente spenta. Ora restano il dolore della famiglia e le domande sulle circostanze che hanno portato alla tragedia.