Morte Mario Capobianco: a Mercurio contestato omicidio aggravato.

Svolta nel caso Capobianco: il Pm riformula il capo di imputazione da preterintenzionale ad aggravato dopo le indagini difensive.

09 luglio 2026 10:11
Notizia verificata · Fonte: Redazione · Vedi fonti
Morte Mario Capobianco: a Mercurio contestato omicidio aggravato. -
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Il Pubblico Ministero di Benevento, il dottor Giulio Barbato, ha ufficialmente modificato l’imputazione a carico del trentasettenne Armando Mercurio, trasformandola da omicidio preterintenzionale in omicidio volontario aggravato. La clamorosa decisione è giunta in seguito alle approfondite indagini coordinate dal magistrato, fortemente sollecitate dagli elementi probatori presentati dall'avvocato Vittorio Fucci per conto dei familiari della vittima. I fatti risalgono alla sera del 24 gennaio 2026, quando il sessantottenne Mario Capobianco è stato brutalmente aggredito nel rione Libertà di Benevento, subendo lesioni gravissime alla testa che lo hanno prima ridotto in fin di vita e, dopo giorni di coma, ne hanno drammaticamente determinato il decesso.

La svolta giudiziaria modifica radicalmente lo scenario processuale per Armando Mercurio, difeso dall'avvocato Vincenzo Sguera, che ora si trova a dover rispondere di un reato decisamente più grave e con profili di pena severissimi. L'aggravamento del capo di imputazione rappresenta una prima importante vittoria legale per la famiglia Capobianco, assistita con determinazione dall'avvocato Fucci nel ruolo di parte offesa. Il nucleo centrale delle nuove contestazioni poggia sulla ferocia dell'azione e sulla reiterazione dei colpi, elementi che secondo la Procura dimostrano una chiara intenzione di uccidere o, quantomeno, la piena accettazione del rischio del decesso della vittima.

La ricostruzione della tragica serata del 24 gennaio delinea un quadro di estrema violenza consumatosi nel cuore del rione Libertà. Secondo quanto emerso dagli atti d'indagine, Mercurio avrebbe scagliato contro l'anziano una raffica di calci e pugni di inaudita violenza, continuando a infierire sul sessantottenne anche quando quest'ultimo si trovava ormai inerme a terra. In quel drammatico frangente, l'aggressore non si sarebbe fermato neppure di fronte all'intervento della moglie di Capobianco, la quale è stata a sua volta colpita riportando lesioni personali poi debitamente refertate dai medici del Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Pio”.

Le motivazioni alla base di una simile esplosione di brutalità sarebbero da ricondurre, secondo gli investigatori, a una banale ma accesa discussione nata per questioni sentimentali legate a un familiare. Una lite verbale che in pochi istanti è degenerata in un vero e proprio pestaggio ai danni del pensionato beneventano e della consorte accorsa disperatamente in suo aiuto. Con la riformulazione del capo d'accusa, la magistratura rimarca la gravità di un comportamento che ha scosso profondamente l'opinione pubblica locale e nazionale, aprendo le porte a un processo che si preannuncia teso e dai risvolti complessi.

Fact Check

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Verificato il: 09 luglio 2026

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