Morte di Domenico: si aggrava posizione dei due chirurghi

Caso Monaldi, la manager: «Mi sento tradita». Accuse di falso per i chirurghi: avrebbero alterato i tempi del trapianto del cuore congelato.

A cura di Redazione
19 marzo 2026 12:04
Morte di Domenico: si aggrava posizione dei due chirurghi -
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Nuovo terremoto giudiziario nell'inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni deceduto in seguito a un trapianto di cuore fallito all'ospedale Monaldi di Napoli. La Procura ha infatti aggravato le accuse nei confronti di due dei sette medici indagati: il cardiochirurgo Guido Oppido, che eseguì l'intervento, e la seconda operatrice Emma Bergonzoni.

L'accusa: Orari modificati per coprire l'errore

Oltre all'ipotesi di omicidio colposo, i magistrati contestano ora il reato di falso. Secondo la tesi accusatoria, la cartella clinica del piccolo sarebbe stata manomessa per far coincidere i tempi procedurali con i protocolli di sicurezza.

Il punto nodale della vicenda riguarda il cuore arrivato da Bolzano, giunto a Napoli deteriorato a causa del contatto prolungato con il ghiaccio secco. Gli inquirenti ipotizzano che:

  • La versione ufficiale: I medici hanno messo a verbale che l'inizio della circolazione extracorporea e della cardiectomia (l'asportazione del cuore malato) è avvenuto in contemporanea con l'arrivo dell'organo in sala.

  • La testimonianza chiave: Un’infermiera presente in sala operatoria ha invece dichiarato che il chirurgo avrebbe iniziato a espiantare il cuore di Domenico prima ancora che il nuovo organo arrivasse e venisse controllato, trovandosi poi con il petto del bimbo vuoto e un cuore nuovo inutilizzabile perché "congelato".

Lo sfogo della manager: "Mi sono sentita tradita"

Sulla vicenda è intervenuta duramente Anna Iervolino, direttrice generale dell'Azienda dei Colli. La manager ha ripercorso i giorni del "sospetto", nati dopo le dimissioni del responsabile cardiologico, il dottor Limongelli, il 29 dicembre.

"Mi sono sentita tradita. Solo l'8 gennaio, in una relazione protocollata, il primario Oppido ha messo nero su bianco che non si trattava di un generico problema, ma di un cuore congelato."

Nonostante le pressioni, la direttrice ha ribadito la volontà di non dimettersi, confermando la massima collaborazione con la giustizia per onorare la memoria del piccolo Domenico.

Il dolore della famiglia

Mentre la madre di Domenico è stata ascoltata in Procura per ricostruire il calvario del figlio, la famiglia trasforma il dolore in impegno civile: è prevista per domani la costituzione ufficiale della fondazione intestata al piccolo, nata per far sì che tragedie simili non si ripetano più.

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