Montesarchio, stop assegni di cura: le famiglie fanno da banca al Comune

Assegni di cura bloccati a Montesarchio e in Campania mentre le istituzioni si rimbalzano le colpe e la Regione Campania compra un palazzo a Bruxelles

18 luglio 2026 17:29
Montesarchio, stop assegni di cura: le famiglie fanno da banca al Comune -
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La gestione degli assegni di cura destinati alle persone con disabilità gravissima continua a gravare interamente sulle spalle delle famiglie, costrette ad anticipare mesi di spese per garantire assistenza e cure indispensabili ai propri cari. Lo scorso maggio, attraverso una formale richiesta via PEC, il capogruppo di opposizione, l'ingegnere Annalisa Clemente, aveva già chiesto al Comune interventi urgenti per sanare questi gravissimi ritardi. A quella comunicazione non è mai arrivata alcuna risposta, nonostante nello stesso giorno fosse stata denunciata pubblicamente una situazione insostenibile per tantissimi cittadini.

In quei giorni, le istituzioni locali replicarono attraverso un comunicato in cui si sosteneva che il Comune avesse svolto tempestivamente tutti gli adempimenti e che nessuno sarebbe stato lasciato solo. Successivamente a quella denuncia furono effettivamente liquidate quattro delle otto mensilità arretrate, ma il problema rimane tutt'altro che risolto. A distanza di due mesi la situazione non è ancora regolarizzata e restano tuttora cinque mesi da liquidare. Si tratta di compensi e spese che chi vive già una condizione difficilissima deve continuare a pagare di tasca propria, facendo di fatto da banca alle istituzioni.

Nel frattempo, si apprende che la Regione Campania ha perfezionato l'acquisto di un immobile a Bruxelles destinato a sede di rappresentanza istituzionale, con un investimento di circa 857.000 euro. Una scelta che, pur essendo legittima sotto il profilo amministrativo, pone sul piano politico una domanda inevitabile in merito alle reali priorità dell'agenda pubblica. Durante la campagna elettorale nel Sannio, il Presidente Roberto Fico, accompagnato dagli amministratori locali, aveva parlato di attenzione alle aree interne e alle fasce più deboli, dichiarando persino che in caso di vittoria avrebbe preso la residenza nel Sannio. Al di là del fatto che risulti ancora residente a Posillipo, ci si sarebbe aspettati che l'urgenza assoluta della nuova Giunta regionale fosse quella di garantire la tempestiva erogazione delle risorse per la disabilità gravissima, evitando alle famiglie mesi di attesa. Purtroppo, le priorità sembrano essere altre.

Al Comune era stato inoltre chiesto di valutare ogni soluzione possibile, compresa l'eventualità di anticipazioni di cassa per alleggerire il peso economico sui cittadini nelle more dei trasferimenti regionali. Anche su questo fronte non si registrano iniziative concrete, se non lo svolgimento del mero compito burocratico di liquidare le risorse una volta arrivate. Non risultano pubblicamente atti formali volti a sollecitare la Regione o a ottenere un'accelerazione dei pagamenti che dimostrino un reale interesse verso le fasce deboli, mentre si continuano a registrare fondi spesi per manifestazioni e sfilate.

L'ingegnere Clemente ribadisce l'intenzione di continuare a dare voce ai cittadini, controllando l'operato delle istituzioni e pretendendo risposte chiare. I diritti delle persone più fragili non possono dipendere dai tempi della burocrazia né dalle priorità della politica. Mentre Comune e Regione continuano a rimpallarsi le responsabilità, l'impegno dell'opposizione resta quello di stare dalla parte delle famiglie, senza fare sconti a nessuno e pretendendo ciò che spetta di diritto ai cittadini: rispetto, dignità e risposte.

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