Montesarchio. Scuola di Teatro in scena: emozioni e applausi con "Il medico dei pazzi"
( Salvador Zullo) Sabato 21 giugno, l’auditorium dell’Istituto Comprensivo “Enrico Fermi” ha aperto le sue porte alla magia del teatro, ospitando uno spettacolo che ha unito tradizione, talento e gran...
( Salvador Zullo) Sabato 21 giugno, l’auditorium dell’Istituto Comprensivo “Enrico Fermi” ha aperto le sue porte alla magia del teatro, ospitando uno spettacolo che ha unito tradizione, talento e grande partecipazione popolare. In scena, la brillante commedia “Il medico dei pazzi” un’opera in tre atti di Eduardo Scarpetta del 1908, un classico intramontabile della drammaturgia napoletana, riportato alla luce con energia e freschezza dalla Scuola di Teatro di Montesarchio, quale branca della proloco cittadina, giunta ormai al suo secondo anno accademico. Uno spettacolo unico in un unico spettacolo, dopo aver presentato due lavori autoctoni: “Maria Davalos” un dramma sulla corte di Montesarchio e “Natale in casa Cocozza” una commedia brillante … non c’è due senza tre.
L’iniziativa, nata con spirito formativo e inclusivo, ha mostrato ancora una volta la forza del teatro come strumento di crescita culturale e sociale. L’auditorium, gremito ed entusiasta, ha fatto da cornice ad una rappresentazione coinvolgente, dove l’opera scarpettiana ha preso nuova vita grazie ad un cast affiatato e ad una regia precisa e appassionata.
Protagonista dietro le quinte e in scena, Romolo Del Franco, regista e attore, ha guidato la compagnia con sguardo attento e sensibilità artistica, valorizzando ogni singolo interprete, dai più esperti agli esordienti. Il risultato è stato un lavoro curato nei dettagli, fedele allo spirito dell’autore, ma capace anche di sorprendere per ritmo, ironia e coerenza stilistica. Il quale ha ricordato che La scuola di Teatro, oltre al percorso formativo, è ormai alla terza rappresentazione è ha dichiarato:
«Sono profondamente orgoglioso del lavoro svolto. “Il medico dei pazzi” ci ha dato una straordinaria prova di affiatamento, complicità e passione. Le risate autentiche del pubblico e l’armonia tra gli interpreti hanno trasformato una commedia centenaria in un momento vivo e contemporaneo. Questo spettacolo dimostra che Eduardo Scarpetta resta sempre sorprendentemente moderno, capace di parlare al presente con leggerezza e intelligenza. Grazie all’Istituto comprensivo Fermi che ha permesso l’utilizzo dell’auditorium Eduardo De Filippo, all’amministrazione comunale che ha garantito il suo appoggio e alla proloco che ha fatto proprio il sostegno organizzativo. Infine un sentito grazie a tutti gli attori, tecnici e collaboratori: avete reso possibile la magia del teatro.»
Appassionata anche la collaborazione dietro le quinte, dove in tanti hanno offerto il loro contributo: dalla gestione tecnica alla scenografia, dai costumi all’organizzazione, dimostrando che ogni tassello, anche invisibile al pubblico, è essenziale per la riuscita di uno spettacolo.
La commedia, con il suo impianto comico e grottesco, ha saputo regalare al pubblico sogno e sorrisi, proprio come vuole il teatro quando è fatto con il cuore. Dietro le quinte, l’emozione era palpabile: tensione ed entusiasmo si mescolavano nei volti degli attori, alcuni al debutto, altri già con qualche esperienza alle spalle, tutti uniti dalla voglia di comunicare, di emozionare, di vivere il palcoscenico.
La serata ha visto anche la partecipazione sentita di altre compagnie teatrali della Valle Caudina, segno di una vitalità culturale che, nonostante le difficoltà, resiste e si rinnova. La rete del teatro amatoriale si infittisce, creando momenti di scambio, confronto e crescita collettiva.
In un territorio interno come quello della Valle Caudina, dove troppo spesso si parla di spopolamento e desertificazione culturale, eventi come questo sono un faro di speranza. Un plauso va a chi ha creduto e continua a credere nel valore della cultura come investimento per il futuro. Perché laddove c’è teatro, c’è ascolto, partecipazione, c’è comunità.
L’auspicio è che queste esperienze non restino isolate, ma possano trovare una casa stabile, un polo culturale che accolga tutte le arti: dalla recitazione alla danza, dalla musica alla pittura, passando per fotografia, scultura, arte contemporanea, musei e mostre. Un centro dove il talento possa fiorire e dove il senso di appartenenza possa radicarsi, dando nuova linfa a un territorio che ha sete di bellezza e futuro.
Montesarchio, ancora una volta, ha dimostrato che la cultura è viva. E che il teatro, anche amatoriale, è uno dei suoi battiti più forti.