Montesarchio, blitz in casa dell'ex moglie: assolto per tenuità del fatto
Il Tribunale di Benevento accoglie le tesi della difesa: il fatto è di particolare tenuità e la condotta dell'uomo non è abituale.
Il Tribunale di Benevento, nella persona del giudice monocratico dottoressa Telaro, ha pronunciato una sentenza di assoluzione nei confronti di un quarantenne residente a Montesarchio, finito a processo con l'accusa di violazione di domicilio aggravata dalla violenza sulle cose per essersi introdotto clandestinamente nell'abitazione della sua ex moglie dopo averne forzato la porta d'ingresso.
Il verdetto è giunto al termine di una dettagliata istruttoria dibattimentale che ha visto la pubblica accusa scontrarsi con le tesi della difesa, rappresentata dall'avvocato Giovanna Coppola. Il legale è riuscito a dimostrare l'applicabilità dell'istituto della particolare tenuità del fatto, convincendo il magistrato che l'episodio contestato, pur integrando gli estremi del reato, non fosse meritevole di una sanzione penale. La decisione ha ribaltato le aspettative iniziali del procedimento, considerando che per la fattispecie di reato contestata la legge prevede una cornice edittale rigorosa, con una pena base che va da due a sei anni di reclusione.
L'intera vicenda giudiziaria ruotava attorno alla condotta dell'imputato che, in un momento di tensione legato alla separazione, aveva superato i limiti della legalità violando le mura domestiche dell'ex coniuge. La difesa ha impostato la propria strategia dimostrando che l'azione, sebbene formalmente illecita e caratterizzata dal danneggiamento dell'infisso, si era esaurita in un contesto isolato e privo di ulteriori conseguenze dannose o minacciose per la persona offesa.
Accogliendo in pieno le istanze dell'avvocato Coppola, il giudice ha così riconosciuto la sussistenza dei requisiti normativi per l'esclusione della punibilità. La sentenza ha evidenziato da un lato la scarsa gravità complessiva del danno e del pericolo, e dall'altro la non abitualità del comportamento dell'uomo, restituendo una valutazione proporzionata di un dramma familiare che si è consumato senza degenerare in condotte reiterate.