Montesarchio. 30 posti di lavoro valgono più di mille crociate gastronomiche.
Non va mai bene niente. È questo il sapore amaro che resta in bocca leggendo le critiche che hanno accolto l’apertura di McDonald’s a Montesarchio. Mentre si parla di crisi, spopolamento e giovani cos...
Non va mai bene niente. È questo il sapore amaro che resta in bocca leggendo le critiche che hanno accolto l’apertura di McDonald’s a Montesarchio. Mentre si parla di crisi, spopolamento e giovani costretti a scappare, l'arrivo di 30 nuovi posti di lavoro – contratti veri, non promesse – viene accolto da un coro di sdegno degno delle peggiori crociate. Per 30 famiglie del territorio, questa apertura non significa "globalizzazione", significa dignità. Significa uno stipendio a fine mese, contributi versati e un’esperienza professionale in un’azienda che, piaccia o meno, segue regole che molti piccoli imprenditori locali faticano a garantire. È facile fare i filosofi della gastronomia con la pancia piena, meno facile è spiegare a un giovane disoccupato che la sua assunzione è una "minaccia alla tradizione".
La polemica sull'identità culturale appare, nel 2026, decisamente fuori tempo massimo. Nessuno obbligherà i cittadini di Montesarchio a rinunciare alla carne locale o alla cucina della nonna. La soluzione al "pericolo" McDonald’s è di una semplicità disarmante: se non vi piace, non andateci. La libertà di scelta è il sale della democrazia: si può sostenere l'economia locale a pranzo e riconoscere il valore di un investimento internazionale a cena. Demonizzare un’azienda che investe e assume è lo sport preferito di chi preferisce vedere il paese come un museo immobile piuttosto che come una comunità che prova a stare al passo con i tempi.
Invece di gridare allo scandalo, dovremmo chiederci perché 30 posti di lavoro facciano così paura. Forse perché mettono a nudo l'incapacità di creare alternative concrete? Prima di sputare nel piatto dove altri finalmente mangeranno grazie a uno stipendio, faremmo bene a ripassare il concetto di coerenza.