Monaldi, seconda donazione a cuore fermo: prelevati fegato e cornee

La procedura Dcd realizzata grazie alla collaborazione tra il Centro traumatologico e l’Ospedale Monaldi. Tecnologie avanzate e un’organizzazione multidisciplinare hanno consentito di preservare gli organi destinati al trapianto

30 settembre 2026 08:04
Monaldi, seconda donazione a cuore fermo: prelevati fegato e cornee -
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Una nuova donazione a cuore fermo all’Ospedale Monaldi di Napoli ha permesso di rendere disponibili per il trapianto un fegato e le cornee. Si tratta della seconda procedura Dcd (Donation after Circulatory Death) realizzata nella struttura napoletana, un percorso particolarmente complesso che richiede il coordinamento di più équipe e una gestione estremamente precisa di tutte le fasi.

Il donatore era ricoverato nella Terapia intensiva del Centro traumatologico, dove sono state avviate le attività di procurement. Successivamente il prelievo degli organi e dei tessuti è stato effettuato al Monaldi, grazie al lavoro congiunto delle diverse realtà sanitarie coinvolte.

La donazione a cuore fermo rappresenta una procedura delicata: dopo l’arresto della circolazione e l’accertamento della morte, è necessario intervenire rapidamente per ridurre al minimo i danni che la mancanza di ossigeno può provocare agli organi potenzialmente destinati al trapianto.

In questa fase assumono un ruolo fondamentale le tecnologie di perfusione extracorporea e le tecniche chirurgiche avanzate. Attraverso la cannulazione di grossi vasi sanguigni, il circolo può essere collegato a un sistema in grado di garantire nuovamente agli organi interessati un apporto di sangue ossigenato. In questo modo è possibile preservarli e procedere successivamente a una valutazione accurata prima del prelievo.

Un modello organizzativo che, secondo i professionisti coinvolti, può contribuire ad ampliare ulteriormente le possibilità di donazione in Campania.

«La disponibilità di percorsi Dcd consente oggi di ampliare in modo significativo le possibilità di donazione e di rendere disponibili per il trapianto organi che, fino a pochi anni fa, difficilmente avrebbero potuto essere utilizzati», spiega Claudio Marra, direttore della Uoc Procedure Innovative in Cardiochirurgia e Trapianti.

Per Marra, la sfida ora è quella di consolidare questo tipo di percorso sul territorio regionale: «Credo che in Campania sia necessario puntare con decisione su questo modello, creando una vera rete regionale per la donazione Dcd».

La seconda donazione a cuore fermo realizzata al Monaldi conferma dunque la possibilità di sviluppare anche in Campania un percorso sempre più strutturato per il recupero di organi e tessuti destinati al trapianto, attraverso la collaborazione tra strutture, équipe specialistiche e sistemi di perfusione avanzati.

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