Monaldi: il piccolo Domenico per 45 minuti senza il cuore

Il piccolo Domenico 45 minuti senza cuore con l'aorta bloccata: "L'organo è arrivato congelato, proviamo a salvarlo con l'acqua calda"

A cura di Redazione
02 marzo 2026 19:45
Monaldi: il piccolo Domenico per 45 minuti senza il cuore -
Condividi

Non è solo la storia di un trapianto fallito, ma il racconto di una catena di errori che assume contorni sempre più inquietanti. Nuovi atti dell'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico, avvenuta all'ospedale Monaldi, svelano una realtà fatta di messaggi concitati, decisioni disperate e una gestione dell'organo da trapiantare che appare, dalle testimonianze, quantomeno discutibile.

Il cuore «congelato» e il tentativo di scongelamento

Secondo le conversazioni via chat tra il personale sanitario in sala operatoria, il cuore destinato al bambino sarebbe arrivato al Monaldi intorno alle 14:30, conservato nel ghiaccio secco. Tuttavia, qualcosa è andato terribilmente storto durante il trasporto.

Alle ore 15:00, un messaggio descrive una situazione surreale:

"Il cuore si è congelato... stiamo da tre ore per cercare di togliere il ghiaccio".

Quattordici minuti dopo, la rivelazione ancora più scioccante sulla procedura d'emergenza adottata:

"Per scongelarlo lo abbiamo messo nell'acqua calda. Se riparte è un miracolo".

45 minuti di vuoto

La ricostruzione temporale suggerisce che il bambino sia rimasto almeno 45 minuti senza l'organo mentre i chirurghi tentavano di rimediare al congelamento. Le manovre di anastomosi (il collegamento dei vasi sanguigni) sarebbero iniziate solo molto tempo dopo l'arrivo del contenitore, con l'aorta già clampata e il tempo che scorreva inesorabile.

Tensione in sala operatoria

Oltre al problema tecnico del ghiaccio, le chat rivelano un clima di estrema tensione tra l'equipe medica. Al momento di procedere con l'intervento, il primario avrebbe allontanato i colleghi più esperti.

A chi chiedeva se fossero presenti altri medici di supporto, la risposta è stata netta:

  • "No, non ha voluto nessuno. Ha detto: lasciatemi solo, andatevene da qua".

L'inchiesta prosegue

Questi nuovi elementi, ora al vaglio della Procura di Napoli, dovranno stabilire se il decesso di Domenico sia stato causato da una fatalità imprevedibile o, come sembrerebbero suggerire queste testimonianze, da una serie di gravi negligenze nella conservazione dell'organo e nella gestione dell'intervento.

Segui Informazione Sei