Molestie online su TikTok: assolto Giacomo Di Carlo

Cade l'accusa di persecuzione via social per "o turnatore". La difesa smonta le prove video e l'attendibilità della ex.

12 luglio 2026 18:39
Molestie online su TikTok: assolto Giacomo Di Carlo -
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Il Tribunale di Napoli ha assolto con formula piena Giacomo Di Carlo, noto come "o turnatore", dall'infamante accusa di cyberstalking e diffamazione aggravata tramite la piattaforma TikTok ai danni dell'ex moglie. L'uomo, originario di Benevento ma da anni residente nel napoletano e già noto alle forze dell'ordine, rischiava una condanna a cinque anni di reclusione richiesta dalla Procura partenopea, che lo considerava vicino al clan Rega-Piacente. L'intero impianto accusatorio, basato sulla presunta vendetta dell'uomo per la fine della relazione, è crollato definitivamente al termine del dibattimento grazie a una complessa strategia difensiva che ha fatto leva sulla fragilità delle prove digitali presentate.

Il verdetto rappresenta un vero e proprio spartiacque nella giurisprudenza italiana poiché affronta per le prime volte le dinamiche dei reati persecutori consumati sulla piattaforma TikTok, un terreno finora quasi inesplorato dai tribunali rispetto al più classico Facebook. Durante l'istruttoria sono emerse enormi incongruenze nella deposizione della donna, la quale aveva denunciato le presunte persecuzioni dopo aver iniziato una nuova relazione sentimentale. Il giudice ha infine accolto la richiesta della difesa, pronunciando una sentenza di assoluzione con la formula "perché il fatto non costituisce reato" e respingendo in toto le tesi della pubblica accusa.

La svolta del processo è arrivata con il deposito della perizia informatica forense redatta dal consulente della difesa, il Dott. Bassetti, che ha letteralmente demolito il valore probatorio dei file multimediali allegati alla denuncia. L'analisi tecnica ha dimostrato che i video utilizzati per incriminare Di Carlo erano privi di marcature temporali certe, palesemente manomessi e, soprattutto, registrati in un periodo antecedente rispetto al reato contestato nel capo di imputazione. Questa discrepanza cronologica ha privato i filmati di qualsiasi valore legale, impedendo di collegarli temporalmente alle presunte condotte moleste.

A sigillare il trionfo della difesa è stata la lunghissima arringa finale del penalista Avv. Viscusi, che per oltre tre ore ha analizzato minuziosamente ogni singola contraddizione della parte offesa, definita poi inattendibile dallo stesso organo giudicante. Il legale è riuscito a dimostrare l'assenza di riscontri oggettivi a supporto delle accuse, trasformando un caso di presunta criminalità informatica in un clamoroso errore giudiziario sventato. La decisione del tribunale fissa così un nuovo e rigoroso standard per la valutazione delle prove digitali nei reati commessi attraverso i moderni social network.

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