Minori vittime di reato, in Campania 446 casi nel 2025: il 62,5% sono bambine e ragazze
In Campania i reati sessuali hanno coinvolto 150 minori, pari al 33,6% di tutte le vittime registrate nella regione. Il reato più diffuso resta però quello dei maltrattamenti in famiglia.
Sono 446 i minori vittime di reato registrati in Campania nel 2025, pari allo 0,05% della popolazione minorile regionale. Il dato, elaborato dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale, evidenzia un aumento del 3,5% rispetto al 2024, superiore alla crescita registrata a livello nazionale, ferma all’1%.
A colpire è soprattutto la componente femminile: il 62,5% delle vittime campane è costituito da bambine e ragazze. Una prevalenza che diventa ancora più marcata quando si prendono in esame i reati sessuali: in questo caso le vittime femminili arrivano all’84%.
Complessivamente, in Campania i reati sessuali hanno coinvolto 150 minori, pari al 33,6% di tutte le vittime registrate nella regione. Il reato più diffuso resta però quello dei maltrattamenti in famiglia, con 169 vittime, equivalenti al 37,9% del totale regionale.
I dati sono contenuti nel Dossier Indifesa 2026, il rapporto della Fondazione Terre des Hommes sulla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo, presentato presso la sede dell’ANCI in vista della Giornata internazionale delle bambine, che si celebra l’11 ottobre.
Alla presentazione hanno partecipato il presidente dell’ANCI Gaetano Manfredi, il Vice Capo della Polizia e Direttore Centrale della Polizia Criminale Prefetto Raffaele Grassi, la responsabile Area welfare e politiche sociali ANCI Annalisa D’Amato, la data journalist e componente del Comitato Scientifico del Dossier Indifesa Donata Columbro, il direttore scientifico ASVIS Enrico Giovannini e il direttore generale di Terre des Hommes Paolo Ferrara.
In Italia nuovo record: 7.272 minori vittime
Il quadro nazionale conferma la gravità del fenomeno. Nel 2025 sono state 7.272 le vittime di reati a danno di minori in Italia, il dato più alto mai registrato. Rispetto al 2024 si contano 68 vittime in più, pari a una crescita di circa l’1%, ma il confronto con il 2015 restituisce una fotografia molto più preoccupante: in dieci anni le vittime sono aumentate del 43%, con 2.192 casi in più.
Anche a livello nazionale il reato più frequente è quello dei maltrattamenti in famiglia, con 3.008 vittime, pari al 41,4% del totale. Seguono la violenza sessuale, con 881 vittime, e la violenza sessuale aggravata, con 664 casi. Le due fattispecie raggiungono complessivamente 1.545 vittime.
Al terzo posto si trova l’abbandono di persone minori o incapaci, con 637 vittime. Considerati insieme, maltrattamenti, violenze sessuali e abbandono rappresentano 5.190 casi, il 71,4% del totale: oltre sette vittime su dieci.
Reati sessuali, oltre otto vittime su dieci sono femmine
La componente di genere emerge con particolare evidenza nei reati sessuali. Sul totale di 2.451 vittime considerate nelle sette principali fattispecie — violenza sessuale, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico — 2.024 sono femmine, pari all’82,6%.
Le bambine e le ragazze rappresentano l’87% delle vittime di violenza sessuale e l’86% di quelle di violenza sessuale aggravata. Sono inoltre il 79% delle vittime di atti sessuali con minorenne, il 76% nella prostituzione minorile, il 79% nella detenzione di materiale pornografico, il 71% nella pornografia minorile e il 65% nella corruzione di minorenne.
Numeri che mostrano come la dimensione di genere sia particolarmente marcata quando si analizzano le forme di violenza sessuale ai danni dei minorenni.
Maltrattamenti in famiglia, vittime raddoppiate in dieci anni
La famiglia, che dovrebbe rappresentare il primo luogo di protezione, continua a essere anche il contesto nel quale si consumano numerosi episodi di violenza, abuso e trascuratezza.
Nel 2025 le vittime di maltrattamenti in famiglia hanno superato per la prima volta quota 3.000, arrivando a 3.008 casi, contro i 2.975 del 2024 e i 1.442 del 2015.
L'aumento è dell’1% in un anno, ma raggiunge il 109% nell’arco di dieci anni. In altre parole, le vittime sono più che raddoppiate rispetto al 2015.
Anche in questo caso emerge una prevalenza femminile, seppure meno accentuata rispetto ai reati sessuali: nel 2025 bambine e ragazze rappresentano il 54% delle vittime.
Crescono inoltre altri reati che evidenziano le responsabilità degli adulti nella tutela dei minori. Le vittime di abbandono di persone minori o incapaci sono 637, in aumento del 10% rispetto al 2024 e del 56% rispetto al 2015. Sono invece 311 i casi di sottrazione di persone incapaci, cresciuti del 12% in un anno e del 23% in dieci anni. L’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina riguarda infine 360 vittime, con un incremento del 4% rispetto al 2024 e del 35% rispetto al 2015.
ANCI e Terre des Hommes, un protocollo per rafforzare la protezione sui territori
Nel corso dell’incontro è stata inoltre annunciata la prossima firma di un Protocollo d’intesa tra ANCI e Fondazione Terre des Hommes Italia, pensato per rafforzare il ruolo dei Comuni nella promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nella prevenzione della violenza e nella protezione di bambine, bambini e ragazzi.
«I dati del Dossier Indifesa 2026 ci restituiscono una fotografia nitida e drammatica», ha sottolineato Gaetano Manfredi, evidenziando la necessità di puntare sulla prevenzione e sulla capacità dei territori di intercettare precocemente i segnali di disagio. Per il presidente dell’ANCI, scuole, servizi sociali, spazi aggregativi e sportivi rappresentano luoghi decisivi per costruire una rete di protezione capillare.
Sulla necessità di unire competenze e responsabilità istituzionali è intervenuto anche il Prefetto Raffaele Grassi, secondo cui il contrasto alla violenza sui minori deve essere affrontato in maniera globale, attraverso la collaborazione tra forze di polizia, istituzioni locali e tutti gli attori coinvolti. Un modello che, ha spiegato, passa anche dai tavoli di lavoro territoriali attivati presso le Prefetture.
Per Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia, i numeri impongono di andare oltre la denuncia e costruire una strategia nazionale stabile, finanziata e misurabile, capace di integrare prevenzione, emersione precoce, protezione, presa in carico e repressione.
Particolare attenzione, secondo Ferrara, deve essere riservata alla prevenzione nelle scuole e nei luoghi frequentati dai minorenni, al sostegno alle famiglie, al rafforzamento dei servizi territoriali e alla sicurezza sul web.
Il dato campano, dunque, si inserisce in una tendenza nazionale che negli ultimi dieci anni ha visto crescere in modo significativo le vittime minorenni. Il 2025 conferma così una doppia emergenza: da un lato l’aumento complessivo dei reati a danno dei minori, dall’altro la forte esposizione di bambine e ragazze alle forme di violenza sessuale.