Mino Falluto alla guida dell’Associazione Aglianico del Taburno
Eletto all’unanimità, il produttore di Torrecuso punta su identità e internazionalizzazione per valorizzare l'eccellenza enologica del Sannio.
L’Associazione “Aglianico del Taburno” apre un nuovo capitolo della sua storia. Mino Falluto, 41 anni, è stato eletto all’unanimità nuovo presidente dell'ente che rappresenta i 13 Comuni dell’areale DOCG. Una nomina che segna una continuità generazionale e professionale di alto profilo per la tutela di uno dei tesori vitivinicoli più preziosi del Sannio.
Una tradizione di famiglia
Mino Falluto non è nuovo al mondo del vino: insieme alla sorella Anna, guida la storica cantina di Torrecuso, fondata dal nonno, il Cavaliere Mennato Falluto. Quest'ultimo è ricordato come una figura pionieristica della viticoltura sannita, tra i primi a credere fermamente nel potenziale dell’Aglianico del Taburno.
Visione e obiettivi: tra identità e innovazione
Nelle sue prime dichiarazioni, il neo presidente ha delineato una strategia chiara, basata sull'equilibrio tra rispetto delle radici e apertura al futuro: Riconoscimento Globale: Rafforzare l’identità dei vini per accrescerne il prestigio sui mercati nazionali e internazionali. Storytelling del Territorio: Utilizzare il vino come ambasciatore per raccontare la storia e la cultura locale. Sostegno ai Produttori: Supportare le aziende associate nell'affrontare le sfide del settore.
"Questo incarico rappresenta per me un grande onore e una responsabilità che assumo con entusiasmo. Unendo competenze ed energie, potremo raggiungere risultati importanti" — Mino Falluto
Il nuovo Direttivo
Per attuare questo programma di rilancio e promozione, Falluto sarà affiancato da una squadra di professionisti del settore. Ecco la composizione del nuovo organo di comando:
Ruolo | Nome |
Presidente | Mino Falluto |
Vicepresidente | Carmine Fusco |
Consiglieri | Domenico Pulcino, Lorenzo Nifo, Patrizia Iannella, Giampiero Rillo, Antonio Cutillo, Giorgio Vergona, Alessandro Russo |
L’elezione corale conferma la fiducia del comparto verso una guida giovane ma esperta, pronta a trasformare l'Aglianico del Taburno in un protagonista sempre più centrale della scena enologica mondiale.