Minacce di morte alla moglie di Bastoni

Il mea culpa di Bastoni: 'Ho accentuato, e dopo pure peggio'

A cura di Redazione
17 febbraio 2026 18:29
Minacce di morte alla moglie di Bastoni -
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Alla vigilia dell'importante sfida di Champions League contro il Bodo Glimt, Alessandro Bastoni ha scelto di non nascondersi. In una conferenza stampa carica di tensione e onestà, il difensore dell'Inter è tornato sull'episodio del contatto "accentuato" che ha scatenato polemiche feroci negli ultimi giorni, ammettendo le proprie responsabilità ma denunciando una deriva mediatica preoccupante.

L’ammissione: "Ho accentuato il contatto"

Senza giri di parole, Bastoni ha affrontato il nucleo della questione: la caduta che ha tratto in inganno la terna arbitrale.

"Il contatto sul mio braccio è stato accentuato, sono qui per ammetterlo. Ho aspettato qualche giorno per rivedere tutto e capire le differenze rispetto a ciò che avevo percepito in campo. Ogni essere umano ha il diritto di sbagliare e io oggi sono qui per riconoscerlo."

Il difensore si è detto pentito soprattutto del comportamento tenuto nei momenti successivi all'episodio, definendo la propria reazione "brutta ma molto umana", sottolineando però la volontà di metterci la faccia per chiudere il caso.

La denuncia: Minacce di morte e gogna mediatica

Se dal lato sportivo Bastoni accetta le critiche, dal lato umano il giocatore ha espresso profonda amarezza per ciò che è accaduto fuori dal rettangolo di gioco. Il difensore ha infatti rivelato il volto oscuro della vicenda: una gogna mediatica che ha travolto i suoi affetti più cari.

  • Minacce alla famiglia: "Mia moglie ha ricevuto minacce di morte e auguri di malattie. È inaccettabile."

  • Solidarietà all'arbitro: Bastoni ha rivolto un pensiero anche al direttore di gara, La Penna, anch'egli bersagliato dagli insulti social.

  • Contro l'ipocrisia: "Ho notato tanta falsità e finto perbenismo. Ringrazio chi ha detto la verità: Bastoni ha sbagliato. Ma la mia persona non può essere definita da un singolo episodio."

Testa alla Champions

Nonostante il polverone, l'Inter deve ora concentrarsi sullo spareggio d'andata contro i norvegesi del Bodo Glimt. La speranza del club e del giocatore è che questa ammissione di colpa possa servire a placare gli animi e a riportare l'attenzione sul calcio giocato, fermo restando che il tema della violenza verbale online rimane una ferita aperta nel mondo del pallone.

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