Miasmi e fiume Calore inquinato: il Comune di Benevento fa il punto dopo i sequestri

Dalla sospensione del biodigestore al blocco del depuratore di Ponte Valentino: l'Amministrazione attende i dati ARPAC e respinge le speculazioni.

02 agosto 2026 16:24
Miasmi e fiume Calore inquinato: il Comune di Benevento fa il punto dopo i sequestri -
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Il Comune di Benevento ha attivato tutti i protocolli di propria competenza e sollecitato gli enti tecnici di controllo a seguito dei gravissimi episodi di emissioni odorigene e del successivo inquinamento del fiume Calore che ha causato una moria di pesci nel territorio cittadino a luglio 2026. La complessa vicenda, esplosa tra le segnalazioni dei residenti e gli interventi della Procura della Repubblica, vede attualmente impegnati i Carabinieri Forestali, l'ARPAC e l’ASL negli accertamenti di rito. L'assessorato all'Ambiente guidato da Oberdan Picucci ha voluto fare chiarezza sull'iter seguito finora, confermando come l'attenzione delle istituzioni locali sia ai massimi livelli per tutelare la salute pubblica.

L'azione del Municipio si è concretizzata inizialmente con un'ordinanza del SUAP che ha disposto la sospensione delle attività presso l'impianto di biometano di contrada San Domenico, provvedimento scattato dopo le verifiche dell'ARPAC che avevano evidenziato chiare difformità rispetto ai titoli autorizzativi rilasciati. La società gestrice ha successivamente impugnato l'atto dinanzi al TAR, mentre le autorità continuavano gli accertamenti sul sito. Parallelamente, le indagini delegate dalla Procura di Benevento sono state coperte da segreto istruttorio, impedendo la divulgazione immediata di alcuni rilievi tecnici specifici ma confermando la delicatezza del quadro investigativo.

Un ulteriore snodo cruciale della vicenda riguarda il depuratore di Ponte Valentino, gestito da Multiservice ASI, dove i tecnici dell'ARPAC hanno riscontrato la presenza di reflui scuri e maleodoranti, installando la strumentazione OdorPrep per monitorare le esalazioni. Tra le ipotesi al vaglio degli esperti vi è la possibilità che sversamenti ad elevato carico organico dal biodigestore abbiano compromesso la capacità depurativa dell'impianto principale, culminando nel recente sequestro preventivo della struttura disposto dalla magistratura. Nel frattempo, l'amministrazione cittadina ha richiesto formalmente alla Regione Campania e all'ASL di procedere con la rimozione della fauna ittica morta e di valutare con esattezza l'eventuale rischio igienico-sanitario per la popolazione.

Mentre si attendono ancora gli esiti ufficiali dei campionamenti effettuati sulle acque del Calore, gli ultimi tavoli tecnici hanno stabilito una linea d'azione per abbattere nell'immediato i forti disagi patiti dalla cittadinanza. Il biodigestore di contrada San Domenico verrà utilizzato temporaneamente solo come punto di stoccaggio per velocizzare l'allontanamento definitivo delle biomasse residue presenti sul posto. L'assessore Picucci ha concluso ribadendo che la salvaguardia dell'ambiente resta una priorità assoluta dell'Amministrazione, rivolgendo al contempo un fermo invito a tutte le forze politiche affinché si evitino sterili speculazioni o strumentalizzazioni su una vicenda così complessa e delicata.

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