Mensa scolastica, l'opposizione attacca: "L'Amministrazione mente sapendo di mentire"

I consiglieri di minoranza accusano la giunta Mastella di aver causato il caos gestionale ed economico.

12 luglio 2026 19:16
Mensa scolastica, l'opposizione attacca: "L'Amministrazione mente sapendo di mentire" -
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A Benevento, i consiglieri comunali dei gruppi Pd, Avs e Città Aperta hanno lanciato un duro atto d'accusa contro la giunta guidata dal sindaco Clemente Mastella, denunciando una gestione fallimentare del servizio di mensa scolastica che rischia di culminare in un vero e proprio disastro logistico ed economico. La polemica, esplosa nelle ultime ore a Palazzo Mosti, ruota attorno al divieto del consumo del pasto domestico nei refettori e al tentativo della maggioranza di scaricare le colpe sulle dirigenze scolastiche, una linea d'azione che l'opposizione ha definito istituzionalmente scorretta e priva di fondamento.

Le radici della crisi risalgono allo scorso 24 febbraio, quando il Comune ha vietato formalmente l'accesso ai refettori agli alunni muniti di pasto da casa. Questo provvedimento, descritto dalla minoranza come un atto di ritorsione verso le famiglie, è giunto subito dopo la sospensione del servizio da parte dell'Asl a causa di gravi non conformità rilevate nel centro cottura di Ceppaloni. Le successive delibere restrittive adottate dagli istituti scolastici non sono altro che la diretta ed inevitabile conseguenza di quel peccato originale amministrativo, che oggi ha incanalato l'ente in un pericoloso vicolo cieco.

Il quadro economico prospettato dai consiglieri di opposizione delinea uno scenario allarmante per le casse municipali. Se il blocco del cibo domestico dovesse costringere il numero degli utenti della mensa a raddoppiare a pochi mesi dall'inizio delle lezioni, l'Amministrazione si vedrebbe obbligata a indire una nuova gara d'appalto, provocando un esborso supplementare stimato in circa 500 mila euro all'anno. Si tratta di una cifra considerevole che la stessa giunta ha ammesso di non possedere, a cui si aggiunge la totale assenza di interventi strutturali volti ad adeguare i refettori per accogliere un flusso maggiore di studenti.

Nel mirino delle critiche sono finite anche le soluzioni alternative ipotizzate dai vertici comunali, in particolare l'idea di istituire una navetta per i bambini che scelgono di non usufruire della refezione collettiva. I rappresentanti di Pd, Avs e Città Aperta hanno bocciato la proposta giudicandola bizzarra e inadeguata all'età degli alunni coinvolti, che frequentano le scuole dell'infanzia e primarie. Per sbrogliare la matassa e tutelare i diritti delle famiglie e dei genitori lavoratori, la minoranza ha annunciato la richiesta di un'audizione urgente in Commissione del delegato all'Istruzione Palladino, pretendendo risposte concrete anziché i continui tentativi di scaricabarile della maggioranza.

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