Mensa Benevento: il silenzio di Comune e ASL allarma le famiglie
Centri cottura inadeguati e scarsa igiene: i genitori della Commissione denunciano l’assenza di risposte dopo le ispezioni di febbraio.
Un silenzio che si fa ogni giorno più "assordante" e che mina alle basi il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. È questa la dura denuncia dei rappresentanti dei genitori della Commissione Mensa di Benevento, che tornano all’attacco dopo l’ennesima fumata nera nei confronti del Comune e dell’ASL sulla gestione della refezione scolastica.
Il "giallo" dei verbali ASL
Al centro della polemica c’è la chiusura del Centro Cottura di Ceppaloni, avvenuta tra il 13 e il 17 febbraio scorsi. Nonostante le ripetute richieste, a distanza di oltre un mese, il Comune di Benevento ha dichiarato di non essere ancora in possesso dei verbali ASL relativi alle mancanze riscontrate e alle successive verifiche per la riapertura. Un rimpallo di responsabilità tra enti che lascia le famiglie senza certezze sulla sicurezza dei pasti serviti ai propri figli.
Criticità strutturali e igieniche
Le preoccupazioni dei genitori non riguardano solo il passato, ma la gestione quotidiana del servizio. Sono stati sollevati dubbi cruciali su: Lay-out aziendale: Manca la conferma di una netta separazione tra la cucina per celiaci e le aree di lavaggio e cottura. Logistica obsoleta: Segnalato l’uso di contenitori non sigillati e box in polistirolo non sanificabili, con sughi trasportati in buste di plastica per evitarne la dispersione. Inosservanza del capitolato: Pane e frutta non imbustati, assenza delle "Food Bag" anti-spreco e mancata attuazione dei programmi di educazione alimentare.
Gli ultimi episodi: capelli nel piatto e frutta sporca
La tensione è salita ulteriormente a seguito di recenti episodi incresciosi: il ritrovamento di un capello in un piatto servito a scuola e il riscontro, da parte dello stesso Comune durante un controllo, di frutta visibilmente sporca.
"Ci chiediamo se ci sia qualcuno, in questa città, realmente interessato alla salute dei nostri bambini," concludono i rappresentanti dei genitori. "L’indifferenza di Comune e ASL, unici garanti teorici del servizio, non è più accettabile."
Le famiglie restano in attesa di risposte concrete, pretendendo che la trasparenza non sia più un’opzione, ma un dovere inderogabile per chi gestisce un servizio destinato ai più piccoli.