Mazzette e "White List": sequestrati beni per 200mila euro a ispettore di Polizia

Sotto scacco un ispettore di polizia a Caserta: sigilli a Rolex, auto di lusso e persino un cavallo. Indagato anche un commercialista.

12 giugno 2026 17:17
Notizia verificata · Fonti: Polizia, di, Stato · Vedi fonti
Mazzette e "White List": sequestrati beni per 200mila euro a ispettore di Polizia -
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Un giro di mazzette per truccare la "white list" dell'Antimafia è costato il sequestro di beni per circa 200mila euro a un ispettore della Polizia di Stato, già tratto in arresto nei mesi scorsi. L'operazione, coordinata dalla Procura di Napoli Nord ed eseguita dalla Squadra Mobile di Caserta con il supporto del Servizio Centrale Operativo, ha colpito il patrimonio del poliziotto – ex componente del Gruppo Interforze Antimafia – accusato di aver intascato denaro da diversi imprenditori locali in cambio di favori amministrativi legati alle certificazioni prefettizie.

Il provvedimento di sequestro ha acceso i riflettori su un tenore di vita decisamente elevato e incompatibile con le entrate ufficiali dell'indagato. Tra i beni finiti sotto chiave spiccano una vettura e un suv a marchio Audi, quattro costosi orologi Rolex e persino un cavallo da corsa. Gli inquirenti considerano questo patrimonio il frutto diretto delle somme di denaro che l'agente avrebbe sistematicamente preteso e ottenuto dal tessuto imprenditoriale della provincia, sfruttando il proprio ruolo strategico di controllo.

L'inchiesta ha svelato un meccanismo corruttivo ben oliato che ruotava attorno all'inserimento delle aziende nell'elenco dei fornitori e prestatori di servizi non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa. L'ispettore sfruttava la sua posizione privilegiata all'interno della Prefettura per garantire l'accesso alla cruciale "white list" a imprese che non ne avevano diritto, oppure per evitare la cancellazione di realtà già iscritte e finite nel mirino dei controlli. Questo sistema permetteva agli imprenditori compiacenti di continuare a lavorare regolarmente con la pubblica amministrazione, aggirando i rigidi protocolli di legalità.

Le indagini della Squadra Mobile casertana non si sono fermate al solo operatore di polizia, ma si sono allargate per ricostruire l'intera rete di complicità che permetteva la pulizia formale delle aziende. Nell'ordinanza risulta infatti iscritto nel registro degli indagati anche un commercialista, sospettato di aver svolto un ruolo di mediazione o di consulenza tecnica per facilitare il passaggio del denaro e la manipolazione dei documenti sensibili. Gli accertamenti patrimoniali proseguono ora per verificare l'eventuale esistenza di altri flussi finanziari illeciti nascosti dietro lo schermo di prestanome o attività apparentemente regolari.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonti:

Verificato il: 13 giugno 2026

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