Maxisequestro di hashish, ricorso della Procura: venticinquenne va ai domiciliari
La Procura vince il ricorso al Riesame: due chili di hashish configurano una vera e propria piazza di spaccio nel capoluogo
Benevento, gli agenti della Squadra Mobile della Questura locale hanno arrestato un giovane di venticinque anni, ponendolo ai domiciliari con il divieto assoluto di comunicare con l'esterno. Il provvedimento scaturisce da un'operazione antidroga condotta dalla Polizia di Stato nella notte tra il 10 e l'11 aprile 2026 nel capoluogo sannita, mirata a smantellare un presunto e attivo snodo del traffico di stupefacenti sul territorio.
L'attività investigativa ha preso le mosse da una serie di appostamenti e pedinamenti mirati attorno allo stabile in uso al giovane, dove i poliziotti avevano notato un viavai continuo e sospetto di persone a tutte le ore della notte. Il blitz è scattato con il fermo del ragazzo a bordo della sua auto, seguito da immediate perquisizioni che hanno portato al rinvenimento di circa due chilogrammi di hashish suddivisi in panetti, strumenti per il taglio, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento, per un valore commerciale al dettaglio stimato intorno ai ventimila euro.
Inizialmente, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento aveva concesso all'indagato la misura meno afflittiva dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, pur confermando la gravità degli indizi. La Procura della Repubblica ha tuttavia ritenuto tale decisione inadeguata rispetto all'ingente quantitativo di droga sequestrato e ha presentato un tempestivo ricorso al Tribunale del Riesame di Napoli, che ha accolto pienamente le tesi dell'accusa riformando la misura e disponendo la custodia domiciliare.
La Procura ha voluto sottolineare come l'efficace azione repressiva debba necessariamente muoversi in sinergia con un forte presidio educativo e sociale per contrastare l'allarme della droga tra i giovanissimi. In questa delicata fase delle indagini preliminari, mentre si attende il percorso della giustizia, l'indagato beneficia della presunzione di innocenza fino all'eventuale sentenza definitiva, confermando la fluidità e la correttezza della dialettica tra gli uffici giudiziari. Per il 25enne che è difeso dall'avv.Antonio Leone era stata richiesta la misura cautelare in carcere che non è stata accolta
Fact Check
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Verificato il: 19 giugno 2026