Orrori all'asilo di Airola: nuove accuse scuotono il processo
Clima di terrore sui bimbi: il PM contesta un nuovo reato e il caso ora rischia di passare al tribunale collegiale.
Ad Airola, le indagini della Procura di Benevento sui presunti maltrattamenti ai danni dei piccoli alunni di una scuola materna privata hanno registrato una svolta decisiva durante l'ultima udienza flash. Il Pubblico Ministero Flavia Felaco, accogliendo l'istanza dell'avvocato di una delle parti offese, Vittorio Fucci, ha formalizzato una nuova contestazione nei confronti di una delle quattro maestre imputate. Il giudice monocratico Francesca Telaro, preso atto della novità procedurale, ha dovuto rinviare l'udienza per consentire ai legali della difesa di esaminare il nuovo capo d'imputazione, aprendo la strada a un possibile trasferimento del processo davanti al tribunale in composizione collegiale.
La rilettura degli atti ha impresso un'accelerazione inaspettata a una vicenda giudiziaria che tiene con il fiato sospeso l'intera comunità della Valle Caudina. L'introduzione della nuova contestazione non solo aggrava la posizione delle donne alla sbarra, ma permette finalmente la costituzione di parte civile per la famiglia difesa dall'avvocato Fucci, rimasta finora ai margini del dibattimento. Questo sviluppo tecnico risente anche delle recenti riforme normative che regolano i reati contro i minori, un quadro legislativo mutato che potrebbe sottrarre la competenza al giudice singolo per affidarla a un collegio giudicante più ampio.
L'intera inchiesta ha preso il via dal coraggio della mamma di una bambina di appena tre anni, la quale ha squarciato il velo di silenzio denunciando i presunti abusi subiti dalla figlia all'interno dell'istituto privato. Da quel primo esposto sono scattate le indagini approfondite dei magistrati sanniti che, nel giro di pochi mesi, hanno raccolto elementi sufficienti a spingere il GIP Loredana Camerlengo a emettere una misura cautelare di divieto di dimora ad Airola per le quattro insegnanti coinvolte, allontanandole immediatamente dalla comunità e dai loro piccoli alunni.
Il quadro accusatorio emerso dalle indagini restituisce uno scenario desolante e brutale, ben lontano dalla serenità che dovrebbe regnare in una scuola dell'infanzia. Secondo la Procura, le quattro imputate avrebbero instaurato un vero e proprio clima di terrore e istigazione alla violenza, punendo sistematicamente i bambini con schiaffi sul volto, colpi alla testa, strattonamenti e pizzichi. Nei casi più gravi, i piccoli venivano addirittura rinchiusi da soli in una stanza buia, un trauma profondo su cui la giustizia cercherà ora di fare definitiva chiarezza nelle prossime udienze.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 18 giugno 2026