Maxi-frode sul Reddito di Cittadinanza: scoperti 3.300 furbetti

L'azione sinergica tra INPS e Guardia di Finanza fa emergere oltre 43 milioni di euro sottratti illecitamente allo Stato.

23 giugno 2026 12:42
Notizia verificata · Fonte: Redazione · Vedi fonti
Maxi-frode sul Reddito di Cittadinanza: scoperti 3.300 furbetti -
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Da gennaio 2025, su tutto il territorio nazionale, un'incisiva attività di analisi del rischio condotta dall'INPS in stretta collaborazione con il Nucleo Speciale della Guardia di Finanza ha portato all'individuazione di oltre 3.300 percettori illegittimi del Reddito di Cittadinanza, privi dei requisiti di accesso alla misura di sostegno economico. Questa imponente operazione congiunta, nata dal protocollo di intesa istituzionale per il contrasto degli illeciti nel welfare, ha permesso di accertare un'indebita percezione complessiva superiore ai 43 milioni di euro, attivando immediatamente le procedure di revoca del beneficio, il recupero delle somme e la segnalazione dei responsabili alla competente Autorità Giudiziaria.

Le indagini si sono concentrate su due filoni principali ad alto rischio di frode, isolando innanzitutto le posizioni di soggetti che avevano omesso di dichiarare lo stato detentivo o la presenza di condanne penali per reati ostativi. Attraverso uno scambio informativo strategico con il Ministero della Giustizia, l'Istituto ha passato al setaccio la platea dei richiedenti nel periodo compreso tra il 2019 e il 2021, estrapolando oltre 5.700 domande sospette. Il successivo affinamento dei target da parte delle Fiamme Gialle ha permesso di delegare i controlli sul territorio, confermando un tasso di irregolarità superiore all'82% e un danno erariale che supera gli 8,7 milioni di euro per questo specifico comparto.

Il secondo e più consistente filone dell'operazione ha preso di mira i beneficiari risultanti titolari di cariche societarie, partecipazioni aziendali o partite IVA attive, condizioni del tutto incompatibili con i criteri di sussistenza previsti dalla misura assistenziale. I controlli eseguiti dai Reparti territoriali della Guardia di Finanza hanno finora interessato soltanto un sesto dell'intera platea individuata dall'INPS, ma hanno già fatto emergere una realtà allarmante con oltre 2.600 posizioni irregolari, pari a più della metà dei soggetti effettivamente verificati. Le omissioni dichiarative relative alle attività imprenditoriali e artigianali hanno generato un volume di somme indebitamente erogate che supera la quota di 36 milioni di euro.

Di fronte alla gravità di quanto emerso, le istituzioni hanno immediatamente avviato i protocolli sanzionatori per bloccare i flussi finanziari illeciti e ripristinare la legalità violata. Oltre alla revoca immediata del sussidio economico per tutti i profili irregolari emersi, le autorità competenti stanno procedendo alle azioni coatte di recupero delle somme erogate, affiancate dalle denunce penali nei casi in cui le false dichiarazioni costituiscano reato. Questo intervento massivo non si configura solo come un atto punitivo, ma rappresenta una fondamentale azione di tutela del bilancio dello Stato e della trasparenza amministrativa.

L'eccellente esito di questa complessa operazione dimostra l'efficacia e la centralità di un modello investigativo moderno, fondato sulla cooperazione interforze e sull'incrocio telematico delle informazioni. L'integrazione sistematica delle banche dati pubbliche e lo scambio strutturato tra l'INPS e la Guardia di Finanza costituiscono ormai un argine fondamentale contro i tentativi di frode. Le due istituzioni hanno ribadito il massimo impegno nel proseguire le attività di vigilanza, con l'obiettivo prioritario di salvaguardare le risorse pubbliche e garantire che i sussidi del welfare nazionale siano destinati esclusivamente ai cittadini che ne hanno legittimamente diritto.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 23 giugno 2026

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