Maxi-frode hi-tech da 4,8 milioni: sequestrate 5 società con sede a Benevento

Scatta il sequestro preventivo per cinque società elettroniche tra il Sannio e l'Emilia, accusate di reati tributari e concorrenza sleale.

02 luglio 2026 11:21
Notizia verificata · Fonte: ProcuradellaRepubblicadiBenevento · Vedi fonti
Maxi-frode hi-tech da 4,8 milioni: sequestrate 5 società con sede a Benevento -
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I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Benevento hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per oltre quattro milioni e ottocentomila euro nei confronti di cinque società del settore informatico e dei loro amministratori. L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica e convalidata dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale beneventano, mira alla confisca diretta e per equivalente dei beni legati a un complesso giro di frodi fiscali. Al centro dell'indagine ci sono gravissimi delitti tributari commessi tra il 2019 e il 2020, che vanno dalla dichiarazione fraudolenta tramite l'uso di fatture per operazioni inesistenti fino al sistematico omesso versamento dell'IVA e all'occultamento delle scritture contabili obbligatorie.

L'intera attività investigativa trae origine da un controllo doganale mirato, svolto inizialmente dai funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Benevento nei confronti di una società con domicilio fiscale sul territorio sannita, ma formalmente amministrata da un soggetto residente in Abruzzo. Questa impresa era risultata coinvolta in ingenti operazioni di acquisto intracomunitario nell'anno 2019 per un valore di quasi cinque milioni di euro. Gli accertamenti doganali, sviluppati anche attraverso l'acquisizione di informazioni da operatori commerciali esteri che risultavano aver ceduto la merce, hanno immediatamente sollevato fondati sospetti sulla reale operatività della struttura aziendale.

I successivi e più approfonditi accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle di Benevento, attraverso l'incrocio della documentazione contabile e l'analisi dei dati estratti dalle banche dati istituzionali, hanno permesso di appurare che la società era stata creata al solo scopo di rivestire il ruolo di cosiddetto missing trader, agendo come una vera e propria cartiera. Questo schermo societario è stato sfruttato da altre imprese attive nel medesimo settore tecnologico e dislocate tra Bologna, Napoli e provincia, per realizzare una complessa frode carosello. Attraverso l'utilizzo di fatture false emesse dalla società nel beneventano, i reali beneficiari del meccanismo riuscivano a evadere l’imposta sul valore aggiunto in relazione a massicci acquisti di prodotti dall'estero, ottenendo un enorme e indebito vantaggio economico.

Un'operazione di questa portata mette in luce la centralità strategica dell'aggressione ai patrimoni illeciti, specialmente nei reati di natura economico-finanziaria dove il movente è esclusivamente il guadagno. In questo contesto, l'azione dello Stato non può limitarsi alla sola individuazione delle responsabilità penali dei singoli, ma deve necessariamente colpire il cuore finanziario del sodalizio criminoso attraverso la sottrazione dei profitti accumulati illegalmente. Intervenire sul profitto del reato risponde a una profonda esigenza di giustizia distributiva, poiché ingenti risorse sottratte al fisco rappresentano denaro tolto alla comunità che, grazie al sequestro, può essere finalmente recuperato e restituito all'Erario per il finanziamento dei servizi pubblici essenziali, a vantaggio dell'intera collettività e dell'equità del mercato.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 02 luglio 2026

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