Maternità dietro le sbarre: la visita di Ciambriello a Secondigliano
Il Garante campano incontra le detenute tra sapori di casa e riflessioni sul vuoto della salute mentale.
In occasione della Festa della Mamma, il Garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello ha visitato la sezione femminile della casa circondariale di Napoli Secondigliano per incontrare le 127 recluse della struttura. In un contesto segnato dal trasferimento forzato dopo la chiusura del carcere di Pozzuoli a causa del bradisismo nel maggio 2024, la giornata ha rappresentato un momento di profonda riflessione sulla condizione delle madri ristrette e sulla necessità di preservare i legami affettivi nonostante la privazione della libertà.
I numeri della detenzione femminile in Italia e in Campania restituiscono la dimensione di una minoranza spesso invisibile, con 2.844 donne su oltre 64mila detenuti a livello nazionale. In Campania le recluse sono 396 e la struttura di Secondigliano ne ospita attualmente 127, di cui 23 ammesse al lavoro esterno secondo l’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario. La visita ha messo in luce come la quotidianità carceraria si scontri con una logistica d’emergenza che ha trasformato radicalmente la geografia penitenziaria regionale dopo l’evacuazione della storica sede puteolana.
Tra le mura del carcere, la ricorrenza si è trasformata in un laboratorio di sapori e tradizioni che hanno ridato dignità alla dimensione domestica delle recluse. Ciambriello ha descritto una scena vibrante di umanità, dove il ragù e la genovese si sono mescolati alle polpette della tradizione romena e ai dolci preparati per i colloqui premiali. Questi gesti semplici di condivisione alimentare rappresentano un ponte emotivo con l'esterno, permettendo alle madri di esercitare simbolicamente il proprio ruolo di cura e di mantenere vivo un legame identitario che la detenzione rischia costantemente di erodere.
Il Garante ha tuttavia lanciato un monito severo riguardo alle criticità strutturali che colpiscono le donne, evidenziando come la detenzione accentui traumi legati al distacco dai figli e pesanti sensi di colpa. La mancanza di un’articolazione dedicata esclusivamente alla tutela della salute mentale femminile in Campania, assente da due anni, aggrava ulteriormente il quadro clinico di molte detenute, spesso soggette a depressione e ansia. Secondo Ciambriello, la maternità resta una ferita silenziosa che richiede non solo ascolto, ma interventi istituzionali concreti per garantire il diritto alla salute e all'affettività.