Materiale pedopornografico nel cellulare: resta in carcere 50enne

Il gip di Benevento convalida l'arresto dell'uomo di Ariano Irpino. La difesa sostiene l'assenza di diffusione, ma i file trovati sono oltre cinquemila.

31 luglio 2026 21:18
Materiale pedopornografico nel cellulare: resta in carcere 50enne -
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Un cinquantenne residente ad Ariano Irpino si trova attualmente custode nel carcere di Benevento in seguito alla convalida dell'arresto da parte del giudice per le indagini preliminari, Salvatore Perrotta. L'operazione è stata condotta nei giorni scorsi dalla polizia postale nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli, l'organo competente per i reati connessi alla pedopornografia. Nel corso delle perquisizioni, gli agenti hanno sequestrato una serie di dispositivi informatici ed è proprio dall'analisi preliminare di questo materiale che è scattata la misura cautelare in flagranza.

I controlli condotti dalle forze dell'ordine hanno portato al rinvenimento di un ingente quantitativo di contenuti illeciti, stimato in circa cinquemila file tra immagini e video che ritraggono minori coinvolti in atti sessuali espressi. Il materiale era archiviato all'interno dei numerosi telefoni cellulari trovati nella disponibilità dell'uomo, compresi alcuni apparecchi ormai in disuso o danneggiati. L'accumulo sistematico di una tale mole di dati rappresenta l'elemento centrale attorno a cui ruota l'ipotesi accusatoria formulata dagli inquirenti partenopei.

Durante l'udienza di convalida il cinquantenne, assistito dal proprio legale di fiducia, l'avvocato Alessio Lazazzera, ha fornito la propria versione dei fatti cercando di ridimensionare la gravità della posizione giurisprudenziale. L'indagato ha sostenuto di essere giunto a quei contenuti in modo indiretto, venendo reindirizzato verso tali piattaforme durante la navigazione su siti pornografici destinati a un pubblico adulto, e ha ribadito con fermezza di non aver mai condiviso né diffuso in rete il materiale scaricato. Ciononostante, il giudice ha ritenuto sussistenti i presupposti per la conferma della custodia cautelare in carcere.

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