Mastella avverte Schlein: «Il Centro è decisivo, altro che campo largo»

Il leader di Noi di Centro rilancia il modello campano e invita il centrosinistra a evitare radicalismi e divisioni interne: «Le Politiche si vincono o si perdono per una incollatura. Bisogna guardare al Comune di Napoli e alla Regione Campania».

15 ottobre 2026 17:35
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Guardare alle esperienze amministrative della Campania, valorizzare il ruolo dell'area moderata e mettere in guardia il centrosinistra dai rischi delle divisioni interne. È il messaggio lanciato da Clemente Mastella, segretario nazionale di Noi di Centro, in occasione dell'inaugurazione della sede provinciale del partito in via Paul Harris a Caserta.

Nel suo intervento, Mastella invita a non lasciarsi condizionare da modelli politici stranieri, come quelli di New York e della Spagna, sostenendo invece la necessità di partire dalle esperienze maturate sul territorio italiano.

«Onestamente credo che qualcuno si illuda o si faccia prendere da esterofilie ed esotismi. Più che guardare a New York o a Madrid, guarderei al Comune di Napoli o alla Regione Campania, dove si è vinto e si governa insieme all'area moderata, che è stata decisiva per queste vittorie e lo sarà ancora», afferma il leader di Noi di Centro.

Secondo Mastella, il quadro politico italiano presenta caratteristiche differenti rispetto a quello statunitense e spagnolo. In particolare, il segretario di NdC richiama l'attenzione sulla partecipazione elettorale delle diverse generazioni e sul peso dei moderati nella costruzione delle maggioranze.

«L'Italia non è né la New York di Mamdani, dove la generazione Z è stata decisiva, mentre qui, in quelle fasce d'età, domina l'astensione o forme di attrazione per le aree più estreme, né la Spagna di Sánchez, che peraltro ha vinto con gli indipendentisti ed è caduto, paradossalmente, sulle questioni sociali e sulla crisi del ceto medio», osserva Mastella. Da qui l'invito a prestare attenzione anche al voto delle generazioni più anziane, considerate più assidue nella partecipazione elettorale.

Primarie, il monito a Schlein: «Attenta alla sindrome di Hillary»

Il ragionamento di Mastella si concentra poi sulle primarie e sul rischio che una competizione interna troppo aspra finisca per indebolire l'intera coalizione. Per il leader di Noi di Centro, la selezione della leadership non deve trasformarsi in uno scontro capace di lasciare ferite difficili da ricomporre.

«Le primarie? Una forma di concorrenza interna che fa più danni che altro. Qui si potrebbe invece guardare agli Usa», dichiara, richiamando il confronto del 2016 tra Bernie Sanders e Hillary Clinton.

Mastella ricorda come, dopo la vittoria di Clinton nelle primarie democratiche, una parte dell'elettorato vicino a Sanders non abbia sostenuto la candidata democratica alle elezioni presidenziali contro Donald Trump.

«Clinton vinse la battaglia delle primarie e poi perse la guerra della Casa Bianca contro Trump, perché i seguaci di Sanders, radicalizzati e demotivati dal derby interno, persero, si astennero e non votarono i Dem. Elly stia attenta alla sindrome di Hillary», è l'avvertimento rivolto alla segretaria del Partito democratico, Elly Schlein.

«Il Centro è decisivo, culturalmente e matematicamente»

Il cuore del messaggio politico di Mastella è il ruolo dell'area centrista nella costruzione di una coalizione competitiva. In una competizione elettorale che, secondo il leader di NdC, potrebbe decidersi sul filo dei voti, escludere o marginalizzare i moderati rischierebbe di compromettere le possibilità di vittoria del centrosinistra.

«La mia esperienza e forma di saggezza mi porta a dire: evitare radicalismi, veti e pregiudizi. Le Politiche si vincono o si perdono per una incollatura. Il Centro è decisivo culturalmente e matematicamente», sottolinea.

A sostegno della propria tesi, Mastella richiama anche l'esperienza dell'Udeur e il contributo dato alla vittoria del centrosinistra guidato da Romano Prodi nel 2006.

«È decisivo anche Noi di Centro, come lo furono gli oltre 500mila voti dell'Udeur, determinanti per la maggioranza elettorale di Prodi, nel 2006», ricorda, indicando in quella stagione un esempio della capacità dei moderati di incidere sugli equilibri nazionali.

La conclusione è un appello a evitare contrapposizioni ideologiche e a costruire un'alleanza capace di tenere insieme sensibilità differenti, valorizzando il contributo dell'area centrista.

«Fu l'ultima volta che la destra fu sconfitta grazie alla contaminazione intelligente tra centro e sinistra. Altre strade sono tafazziane e si rischia di infilarsi in un vicolo cieco, altro che campo largo!», conclude Mastella.

Un messaggio che punta a riportare al centro del dibattito politico il peso dei moderati e il modello delle alleanze sperimentate in Campania, in vista delle future sfide elettorali nazionali.

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