Marco, 11 anni: il bimbo autistico bocciato dal tribunale
In prima media con la media del 7, viene retrocesso alle elementari dal Tar. Il Consiglio di Stato lo riabilita, ma lui resta bloccato.
Marco (nome di fantasia) ha 11 anni, una diagnosi di autismo e una voglia di imparare che, nel primo quadrimestre della scuola media, lo aveva portato a una media del 7. Eppure, da gennaio, Marco è tornato sui banchi della quinta elementare. Non per un demerito scolastico, ma per l'effetto di una battaglia legale che lo ha trasformato in un "pacco postale" tra sentenze contrapposte.
Una "retrocessione" forzata
La vicenda ha dell’incredibile. Dopo essersi inserito con successo nella prima media di un istituto comprensivo di Nocera Inferiore nel settembre 2025, il percorso di Marco subisce un brusco stop a gennaio. Una sentenza del TAR, scaturita da un ricorso presentato dal padre, ne ha stabilito la "retrocessione" alla scuola primaria.
L’aspetto più alienante? Il bambino non è stato riportato nella scuola paritaria dove aveva concluso il ciclo elementare, ma è stato inserito in una classe quinta dello stesso istituto dove stava frequentando le medie. Un cambiamento radicale di compagni, insegnanti e routine, imposto proprio a chi, per la propria condizione, ha nella stabilità e nella continuità didattica i suoi pilastri fondamentali.
La battaglia della madre e l'attesa del Consiglio di Stato
La madre del piccolo non si è arresa e ha impugnato la decisione davanti al Consiglio di Stato. I giudici di secondo grado le hanno dato ragione, sospendendo l’efficacia della sentenza del TAR. Sulla carta, Marco dovrebbe tornare immediatamente in prima media. Nella realtà, però, il bambino siede ancora tra i banchi della primaria.
"Si sta pregiudicando l'equilibrio psico-fisico di mio figlio e il suo diritto allo studio", denuncia la madre. "La sottrazione improvvisa dalle attività routinarie e dagli ambienti in cui Marco era cresciuto cognitivamente si sta ritorcendo contro la sua salute".
Un vuoto educativo e normativo
Il caso solleva interrogativi profondi sul funzionamento del sistema:
Merito ignorato: Il Consiglio di classe della scuola media non è mai stato interpellato sulla validità del percorso del ragazzo.
Diritto allo studio: La decisione sembra aver ignorato il benessere superiore del minore in favore di cavilli procedurali.
Salute mentale: Per un bambino autistico, un cambiamento così repentino e illogico rappresenta un trauma che va ben oltre il ritardo nel programma scolastico.
L'appello della famiglia è ora rivolto all'istituzione scolastica affinché ottemperi con urgenza alla decisione del Consiglio di Stato. Marco aspetta solo di poter riprendere il suo zaino e tornare nella classe dove, fino a dicembre, stava costruendo il suo futuro con la media del 7.