C’è un momento in cui l’analisi lascia il posto all’impegno, e quel momento, per Cervinara, sembra essere arrivato. Con le elezioni amministrative all’orizzonte, il dibattito politico locale inizia a...
C’è un momento in cui l’analisi lascia il posto all’impegno, e quel momento, per Cervinara, sembra essere arrivato. Con le elezioni amministrative all’orizzonte, il dibattito politico locale inizia a scaldarsi, ma tra i nomi che circolano ce n’è uno che risuona con una forza diversa, una forza che non nasce dalle segreterie di partito, ma dalla gente: quello di Tommaso Bello. Direttore artistico e anima di Opulentia, Tommaso Bello ha dimostrato in questi dieci anni che Cervinara può essere molto più di una periferia della Valle Caudina. Portando nel nostro comune nomi del calibro di Sigfrido Ranucci, Paolo Siani e Luigi de Magistris, non ha solo organizzato eventi: ha costruito un ponte tra la provincia e il grande dibattito nazionale.
Oggi, però, la domanda che molti cittadini si pongono è semplice: se è stato capace di rigenerare il tessuto culturale del paese con così poche risorse, cosa potrebbe fare sedendo ai tavoli dove si decide il futuro amministrativo?
La politica, troppo spesso ridotta a mera gestione dell’esistente o, peggio, a scontro personale, a Cervinara ha bisogno di una scossa. La figura di Tommaso Bello rappresenta quell'anello di congiunzione necessario tra competenza organizzativa e visione etica. Tommaso bello ha avuto il coraggio della denuncia: attraverso i talk e gli incontri di Opulentia, Bello non ha mai avuto paura di affrontare temi scomodi, dalle mafie alla giustizia sociale. Un’attitudine che, traslata in consiglio comunale, garantirebbe quella trasparenza di cui la cittadinanza è affamata. L’attrattività del territorio: se Cervinara è tornata a essere una meta per intellettuali e artisti, lo si deve a un progetto che ha saputo valorizzare borghi e spazi pubblici. È questo il modello di "turismo delle idee" che potrebbe rilanciare l'economia locale. Il dialogo con le nuove generazioni: in un tempo di disaffezione al voto, Bello parla un linguaggio moderno, capace di coinvolgere i giovani che in Opulentia hanno trovato uno spazio di espressione e non solo un parcheggio sociale.
Non si tratta di chiedere a un uomo di cultura di "sporcarsi le mani" con la politica, ma di chiedere alla politica di nobilitarsi attraverso la cultura. Cervinara non può permettersi il lusso di lasciare in panchina i suoi talenti migliori. Le prossime elezioni saranno un bivio: continuare sulla strada del già visto o tentare la via dell’eccellenza. Tommaso Bello ha già dimostrato di saper sognare in grande e di saper realizzare quei sogni. Ora la comunità gli chiede di mettere quel "metodo Opulentia" al servizio di tutti. È tempo che il direttore diventi protagonista, per una Cervinara finalmente opulenta di idee, dignità e futuro.