L’Italia dei tir si ferma al Sud: la Campania morsa dai blocchi dell’autotrasporto

Sciopero camionisti in Campania: autostrade in tilt per il caro carburanti, scatta l'allarme per le forniture nei supermercati.

20 ottobre 2026 07:21
L’Italia dei tir si ferma al Sud: la Campania morsa dai blocchi dell’autotrasporto -
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Autostrade a passo d’uomo, lunghe code che paralizzano i nodi viari strategici della regione e i primi concreti timori per l'approvvigionamento dei generi alimentari nei supermercati. La protesta degli autotrasportatori contro l'impennata dei costi del carburante sta stringendo d'assedio la Campania, trasformando i principali snodi logistici regionali nel teatro di una mobilitazione che rischia di congelare la catena di distribuzione dell'intero Mezzogiorno.

La situazione sulla rete viaria appare complessa. Rallentamenti e filtri continui si registrano lungo l'autostrada A1 Milano-Napoli, con particolare densità nei pressi degli svincoli di Caianello, Caserta Sud e Maddaloni. Disagi analoghi interessano la A30 Caserta-Salerno, specialmente all'altezza degli snodi di Palma Campania e Nola, dove gli incolonnamenti di mezzi pesanti creano forti ripercussioni sul traffico ordinario. L'impatto si estende anche al settore marittimo: al Porto di Napoli, la presenza dei tir in prossimità dei varchi d'accesso principali, come il Varco Bausan, sta rallentando sensibilmente il carico e lo scarico dei container, minacciando il flusso delle merci dirette verso le isole e il resto della penisola.

Alla base della vertenza c'è l'aumento vertiginoso del prezzo del gasolio commerciale. Le imprese di trasporto denunciano che viaggiare a queste condizioni significa operare a margine zero o spesso in perdita, trasformando il lavoro quotidiano in un costo insostenibile. Dai presidi, dove si sono radunati autisti e piccoli imprenditori affiancati in alcune zone anche da esponenti del comparto agricolo, arrivano richieste precise rivolte alle istituzioni. Il settore sollecita lo sblocco immediato dei fondi e dei crediti d'imposta già deliberati per mitigare il caro energia, la fissazione di un tetto calmierato al costo del diesel ad uso autotrazione e il rifinanziamento delle misure a sostegno dell'intermodalità.

Mentre le forze dell'ordine presidiano i punti nevralgici per garantire il transito sui corridoi di emergenza e consentire il passaggio dei soccorsi, la popolazione comincia a avvertire i primi disagi indiretti. Le catene della Grande Distribuzione Organizzata segnalano possibili ritardi nelle consegne dei beni di prima necessità e dei prodotti freschi. Parallelamente, il timore di un'eventuale carenza di carburante nei distributori locali sta spingendo molti automobilisti ad affollare gli impianti di rifornimento tra le province di Napoli e Caserta.

La vertenza resta al centro del confronto tra associazioni di categoria e rappresentanti di governo. Senza risposte tempestive sul piano dei sostegni economici e della riduzione dei costi operativi, la protesta in Campania minaccia di prolungarsi, mantenendo la viabilità e il sistema logistico regionale in uno stato di forte incertezza.

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