L’inganno dell’oro giallo: a Salerno sequestrate 18 tonnellate di falso Extravergine

Non tutto ciò che brilla è oro, e non tutto l'olio che parte dai nostri porti è l'eccellenza che dichiara di essere. Un maxi-sequestro operato nel porto commerciale di Salerno ha riportato l'attenzion...

12 febbraio 2026 14:08
L’inganno dell’oro giallo: a Salerno sequestrate 18 tonnellate di falso Extravergine -
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Non tutto ciò che brilla è oro, e non tutto l'olio che parte dai nostri porti è l'eccellenza che dichiara di essere. Un maxi-sequestro operato nel porto commerciale di Salerno ha riportato l'attenzione sulla piaga delle frodi agroalimentari che minacciano il Made in Italy. Oltre 18 tonnellate di olio d'oliva, stipate in un container pronto a salpare per il Canada, sono state poste sotto sequestro. L'operazione è il risultato di una sinergia tra il Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Salerno, i militari della Guardia di Finanza e i funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il valore della merce sottratta al mercato illegale si aggira intorno agli 80.000 euro. L'intervento non è stato casuale: rientra in un piano di monitoraggio dei flussi di import-export promosso dalla Cabina di regia del Ministero dell’Agricoltura (Masaf).

A far scattare i sigilli è stata la discrepanza tra quanto dichiarato sui documenti e la reale natura del prodotto. Sebbene le etichette e le fatture riportassero con enfasi la dicitura "Olio Extravergine di Oliva", le analisi chimiche effettuate in laboratorio hanno smentito il produttore. Il contenuto è risultato essere olio di oliva vergine, un prodotto di categoria inferiore, con parametri qualitativi e organolettici che non soddisfano i rigidi standard richiesti per il bollino "Extravergine". "Si tratta di una frode che colpisce due volte: il consumatore finale, che paga per una qualità che non riceve, e i produttori onesti che subiscono la concorrenza sleale di chi abbatte i costi spacciando prodotti mediocri per eccellenze," commentano gli inquirenti.

Il titolare di una ditta olearia con sede in Abruzzo è stato deferito alla Procura della Repubblica di Salerno. Le accuse sono pesanti: Frode in commercio; Vendita di prodotti industriali con segni mendaci; Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. La Procura ha già provveduto alla convalida del sequestro, mentre le indagini proseguono per accertare se si tratti di un caso isolato o di un sistema più ampio di esportazione fraudolenta.

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