Liminaria MMXXVI: a San Martino Valle Caudina il gran finale tra suono, arte e territori
L’edizione "Hauntologica" chiude due settimane di ricerca, performance e musica internazionale nel borgo caudino.
Il festival internazionale Liminaria MMXXVI – Hauntologica, ideato e curato da Leandro Pisano e prodotto dall'Associazione Culturale Interzona APS, vive il suo weekend conclusivo venerdì 24 e sabato 25 luglio negli spazi del Palazzo Ducale e del Centro Caudino del Contemporaneo a San Martino Valle Caudina. L'evento finale raccoglie i frutti di una settimana di residenze, workshop e dibattiti diffusi nell'entroterra campano per esplorare il ruolo delle aree rurali come centri di produzione culturale e sperimentazione artistica contemporanea.
Il programma di venerdì entra subito nel vivo con le restituizioni finali del workshop Sound Steps / KIN e l'apertura dell'installazione partecipata firmata da Irene Macalli. I Giardini del Palazzo Ducale diventano il fulcro del dibattito pomeridiano con due importanti tavole rotonde dedicate alle politiche culturali nelle aree interne e al rapporto tra memoria, archivio e immaginazione contemporanea, che vedono il confronto tra docenti, curatori e artisti italiani e internazionali. La giornata si arricchisce con l'inaugurazione dell'opera filmica di Giacomo Por sonorizzata da Jacek Smolicki e culmina in una serata ad alto tasso di sperimentazione sonora con l'ascolto-performance sui Campi Flegrei di Philip Samartzis ed Emanuele Errante, i live di Roberto Paci Dalò e Vittoria Assembri e il DJ set di Gamino.
Sabato 25 luglio il festival si avvia alla conclusione trasformando il lavoro teorico e laboratoriale della Scuola Metarurale in un'esperienza radiofonica aperta al pubblico. Attraverso la diretta di Radio Improvvisata (ma non troppo), condotta insieme a Felice Cimatti e trasmessa da Usmaradio, vengono condivisi i materiali e le riflessioni emersi durante la settimana, affiancati dalla presentazione ufficiale della rivista IMPURE – Journal of Art and Anthropology. L'atto finale del festival punta i riflettori sul panorama audiovisivo con la performance Mundania Caudina dell'antropologo svedese Robert Willim, i set dal vivo di Nicola Di Croce e di Sara Persico — quest'ultima con un lavoro inedito nato proprio dalla residenza in Valle Caudina — per poi chiudere definitivamente le danze con il DJ set di Elisa Batti.
Con questa intensa due giorni, Liminaria ribadisce con forza la propria missione strategica nel panorama culturale contemporaneo. Le aree interne e i contesti rurali smettono di essere percepiti come margini geografici o nostalgiche periferie da documentare, riaffermandosi come veri e propri laboratori d'avanguardia da cui osservare e interpretare le trasformazioni del presente. Come sottolineato dallo stesso curatore Leandro Pisano, il borgo caudino si trasforma in un punto di osservazione privilegiato e in una piattaforma di ricerca internazionale dove artisti, studiosi e comunità locali intrecciano nuove forme di relazione con il paesaggio e la memoria collettiva.