Leucemia, da Biogem molecola che batte resistenza ai farmaci

Lo studio della prof.ssa Altucci pubblicato su JHO: UVI5008 agisce sul DNA e colpisce le cellule tumorali dove le cure attuali falliscono.

A cura di Redazione
05 marzo 2026 10:43
Leucemia, da Biogem molecola che batte resistenza ai farmaci -
Condividi

Una scoperta che parla internazionale ma ha il suo cuore nel Laboratorio di Epigenetica Medica di Biogem. Un team di ricercatori, guidato dalla prof.ssa Lucia Altucci e dal prof. Vincenzo Carafa, ha identificato una molecola rivoluzionaria, denominata UVI5008, capace di segnare una svolta nel trattamento della Leucemia Linfatica Cronica (LLC).

I risultati dello studio, coordinato dalla prof.ssa Altucci, sono stati appena pubblicati sul prestigioso Journal of Hematology & Oncology, confermando l’eccellenza della ricerca irpina nel panorama oncologico mondiale.

La sfida: sconfiggere la resistenza farmacologica

La Leucemia Linfatica Cronica colpisce i linfociti B, cellule chiave del sistema immunitario. Sebbene le attuali terapie mirate contro la proteina BTK (Bruton’s tyrosine kinase) abbiano migliorato la vita di molti pazienti, resta un ostacolo insidioso: la resistenza. Nel tempo, la malattia impara a "schivare" il farmaco, spesso attraverso una specifica mutazione genetica (C481S), rendendo le cure inefficaci.

UVI5008: un’arma a doppio taglio contro il tumore

La vera innovazione di UVI5008 risiede nel suo meccanismo d'azione duplice, che non ha precedenti nella sua categoria:

  1. Blocco diretto: La molecola neutralizza la proteina BTK anche quando è mutata e resistente ai farmaci tradizionali come l’Ibrutinib.

  2. Azione genetica: Interviene a monte, riducendo la produzione stessa della proteina nociva regolando l’espressione dei geni tumorali.

Questo approccio "combinato" permette di colpire le cellule leucemiche in modo più profondo e selettivo, eliminando anche i campioni cellulari più complessi prelevati dai pazienti.

Una sinergia globale

Il successo della ricerca è il frutto di una fitta rete di collaborazioni tra eccellenze italiane (come l'Università Vanvitelli, il San Raffaele e la Federico II) e centri di fama mondiale, tra cui il MD Anderson Cancer Center del Texas e l'Università di Vigo.

"UVI5008 apre nuove prospettive terapeutiche per chi non risponde più alle cure disponibili," spiegano i ricercatori. "Siamo di fronte a una potenziale svolta che ora richiederà ulteriori step clinici per confermarne la sicurezza nell'uomo."

Segui Informazione Sei