Lettera all'On. Rubano: Alta Velocità sì, ma la Caudina?
La Redazione scrive al deputato: il Sannio non vive di soli grandi annunci. Decine di pendolari aspettano fatti sulla Benevento-Cancello.
Gentile Onorevole Rubano,
come Redazione seguiamo con attenzione il Suo impegno nel rivendicare i progressi infrastrutturali che interessano il Sannio. Il "risultato storico" dell’Alta Velocità e il traguardo fissato per giugno sono notizie che accogliamo con il dovuto rilievo: collegare la nostra provincia alle grandi direttrici europee è un passaggio obbligato per uscire dall'isolamento.
Tuttavia, Onorevole, il nostro ruolo di osservatori della realtà locale ci impone di ricordarLe che esiste un’altra faccia della medaglia. Una faccia che non sorride ai flash delle inaugurazioni e che non si specchia nelle scocche lucide dei treni superveloci. È la faccia dei migliaia di pendolari della Benevento-Cancello, la storica linea della Valle Caudina, che da anni vivono un’emergenza dimenticata.
Il Paradosso del "Binario Morto" Mentre Lei annuncia con orgoglio che il Sannio correrà verso il futuro, il cuore pulsante del nostro pendolarismo è fermo al palo dal 2021. È un paradosso inaccettabile: si investono miliardi per permettere a un treno di sfrecciare a 200 km/h attraverso il nostro territorio, ma si assiste impotenti al declino di un’arteria che permette ai sanniti di muoversi dentro e fuori dal territorio per necessità primarie: lavoro e studio.
La Politica dei Fatti, non solo dei Cronoprogrammi La gratitudine di decine di migliaia di cittadini, quella vera e viscerale, non si conquista con le grandi opere di respiro nazionale gestite da Roma. Si conquista restituendo la dignità quotidiana a chi, ogni mattina, deve affrontare l’odissea dei bus sostitutivi, i ritardi cronici e il traffico della Statale Appia perché un binario locale è diventato un deserto di ruggine.
Come Redazione, Le chiediamo ufficialmente di farsi carico di questa battaglia con la stessa enfasi e lo stesso peso politico che dedica all’Alta Velocità. Non bastano le rassicurazioni tecniche sui sistemi di sicurezza o il passaggio di competenze a RFI: occorre un’azione di "fiato sul collo" costante nei confronti di EAV e dei soggetti attuatori.
Le nostre domande sono semplici:
Può un territorio definirsi modernizzato se la sua principale linea regionale è un cantiere infinito?
Quale impegno concreto intende assumere per accorciare i tempi di riapertura della Valle Caudina, che oggi appaiono ancora drammaticamente vaghi?
Onorevole, l'Alta Velocità è un fiore all'occhiello, ma la Benevento-Cancello è il pane quotidiano. Se riuscirà a far ripartire quel treno, avrà fatto per il Sannio molto più di quanto possa fare qualsiasi grande opera nazionale: avrà restituito il tempo e la serenità a migliaia di famiglie.
Aspettiamo un Suo segnale concreto, non sui tavoli romani, ma lungo i binari della Valle Caudina.
La Redazione