Legge sulla Montagna: Matera e Rubano sceglieranno Calderoli o i loro territori?

Mentre i riflettori mediatici sono spesso puntati su altri temi, nelle stanze del Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie, guidato dal leghista Roberto Calderoli, si sta consumando quello ch...

22 gennaio 2026 18:22
Legge sulla Montagna: Matera e Rubano sceglieranno Calderoli o i loro territori? -
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Mentre i riflettori mediatici sono spesso puntati su altri temi, nelle stanze del Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie, guidato dal leghista Roberto Calderoli, si sta consumando quello che molti amministratori locali definiscono un vero e proprio "tradimento" verso il Mezzogiorno. La nuova Legge sulla Montagna, entrata in vigore lo scorso settembre, nasconde tra le sue pieghe burocratiche una minaccia mortale per l’Irpinia e il Sannio. La norma introduce criteri rigidissimi per definire cosa sia un "Comune montano". Non basta più essere un borgo arroccato sulle cime appenniniche; ora contano percentuali matematiche di pendenza (almeno il 30% del territorio con pendenza superiore al 20%) e altimetrie medie che sembrano scritte su misura per le vette alpine, ignorando la morfologia dei nostri territori. In Campania, l’allarme è rosso: oltre 125 comuni rischiano di perdere lo status di "montano". Per l’Irpinia e il Sannio questo non è solo un cambio di etichetta, ma un disastro economico e sociale. Perdere questo status significa: addio a fondi speciali per il contrasto allo spopolamento; perdita di agevolazioni fiscali per i giovani imprenditori e per chi acquista la prima casa: tagli ai servizi essenziali, dalla sanità alle scuole di montagna, già pesantemente colpite. È evidente la matrice politica di questa riforma. La Lega, attraverso Calderoli, sta tentando di blindare le risorse verso il Nord, creando una "montagna di serie A" (le Alpi) e una "montagna di serie B" (gli Appennini). È l'ennesimo tassello di un progetto che, insieme all’Autonomia Differenziata, mira a frammentare il Paese, lasciando le aree interne del Sud al loro destino di spopolamento e abbandono.

L'appello: Parlamentari Irpini e Sanniti, dove siete?

Non possiamo più permetterci il silenzio. Questo è un appello diretto ai nostri rappresentanti a Roma. A chi, tra le fila di Fratelli d’Italia, Forza Italia e delle opposizioni, è stato eletto per difendere gli interessi di Avellino e Benevento. "Non è più il tempo dei comunicati di circostanza. I cittadini dell'Irpinia e del Sannio guardano con attenzione all'operato di chi li rappresenta a Roma: deputati come Francesco Maria Rubano e Gianfranco Rotondi, e senatori come Domenico Matera, hanno il dovere politico di fare da scudo contro le pretese della Lega. Non si può essere 'rappresentanti del territorio' solo durante i tagli dei nastri, bisogna esserlo soprattutto quando il governo rischia di tagliare i servizi minimi ai nostri comuni montani. Onorevoli e Senatori dell'Irpinia e del Sannio, la vostra voce deve alzarsi ora, prima che i decreti attuativi (i DPCM) mettano il sigillo finale a questa ingiustizia. Non si può restare a guardare mentre un ministro della Lega cancella con un colpo di penna l'identità e i diritti di territori che già lottano ogni giorno contro l'isolamento. Far sentire la voce contro questo disegno non è solo un atto politico, è un dovere morale verso le comunità che vivono, lavorano e resistono sulle nostre montagne. Fermate il blitz di Calderoli. Difendete le aree interne.

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