L’acqua c’è ma si perde: la sfida della governance idrica
Le dichiarazioni di Luca Mascolo (ANEA) all’Acqua Summit 2026: superare la frammentazione dei confini e sbloccare le competenze degli EGA.
Oggi a Roma, presso il Museo dell'Ara Pacis, il presidente di ANEA e dell’Ente Idrico Campano Luca Mascolo è intervenuto all'Acqua Summit 2026 de Il Sole 24 Ore per accendere i riflettori sulla gestione integrata delle risorse idriche in Italia. Durante il suo intervento sul tema della governance multilivello nei bacini idrografici, il presidente ha evidenziato come il vero nodo strategico del Paese non sia la disponibilità fisica della risorsa, quanto la sua complessa amministrazione. Il quadro emerso punta a una profonda riorganizzazione strutturale per superare i limiti storici della burocrazia locale.
Il fulcro del problema risiede nella storica frammentazione che caratterizza la gestione della risorsa a livello nazionale. Secondo Mascolo è diventato prioritario rafforzare l'integrazione tra la pianificazione strategica dell'acqua e l'effettiva organizzazione del servizio sul territorio, promuovendo una collaborazione stabile e duratura tra tutti i soggetti coinvolti. Questa sinergia permetterebbe di rispondere in modo più tempestivo ed efficiente alle sfide strutturali e climatiche che il Paese si trova ad affrontare.
Un ruolo centrale in questa transizione spetta agli Enti di Governo dell'Ambito, i cosiddetti EGA, organismi teoricamente deputati alla regolazione e alla pianificazione dei servizi pubblici su scala territoriale. La giurisprudenza ha ampiamente riconosciuto il loro valore istituzionale, ma la realtà operativa si scontra quotidianamente con i vincoli organizzativi e le carenze di personale ereditate dai Comuni. Questa evidente contraddizione di fatto depotenzia gli EGA, riducendo drasticamente la loro capacità di gestire funzioni che nel tempo sono diventate sempre più complesse e cruciali.
Il futuro della risorsa idrica non può quindi prescindere da una visione d'insieme che ignori i rigidi confini amministrativi delle singole realtà locali. Diventa fondamentale connettere la pianificazione strategica fatta alla scala dei grandi bacini con la regolazione pratica del servizio all'interno degli ambiti territoriali. Solo superando questi storici steccati e dotando gli enti delle giuste risorse umane sarà possibile trasformare la gestione dell'acqua in un modello efficiente, moderno e realmente integrato.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 17 giugno 2026