La Sonrisa non si arrende: parte il ricorso al Consiglio di Stato
La proprietà del Castello delle Cerimonie si appella alla giustizia amministrativa e penale per scongiurare la chiusura e salvare i posti di lavoro.
Dopo la decisione del TAR di confermare la sospensione delle licenze per il Grand Hotel La Sonrisa di Sant'Antonio Abate, la famiglia Polese ha annunciato oggi, attraverso una nota ufficiale, l’immediato ricorso al Consiglio di Stato. La Direzione della struttura, difesa dall'avvocato Dario Vannetiello, punta a ottenere una sospensiva del provvedimento per evitare il tracollo economico e sociale di un’azienda che impiega centinaia di lavoratori. L'obiettivo è quello di congelare l’esecutività della sentenza in attesa degli imminenti pronunciamenti della Corte d’Appello di Roma e della Cassazione, che potrebbero ribaltare definitivamente la confisca per lottizzazione abusiva.
La difesa sottolinea con forza come l’immediata chiusura della struttura produrrebbe danni irreversibili non solo per l’assetto occupazionale del territorio, ma anche per i numerosi clienti totalmente estranei alle vicende giudiziarie. La società auspica che le autorità competenti valutino misure temporanee per consentire la prosecuzione delle attività, appellandosi ai principi di continuità aziendale e tutela del lavoro. Si tratta di una strategia volta a proteggere il tessuto sociale che gravita attorno al celebre "Castello", in attesa che la magistratura faccia piena luce su una vicenda definita dalla proprietà come clamorosa e complessa.
Parallelamente al fronte amministrativo, la battaglia legale si sposta nelle aule penali dove l’avvocato Vannetiello ha attivato nuovi strumenti per cancellare la confisca. È stata infatti presentata una richiesta di revisione presso la Corte di Appello di Roma, unitamente a un’istanza di sospensione dell’esecuzione del provvedimento che verrà discussa nei prossimi giorni. Inoltre, per il nove luglio è già stata fissata un'udienza cruciale innanzi alla Corte di Cassazione, il cui esito positivo potrebbe azzerare d’un colpo le criticità burocratiche e amministrative che attualmente soffocano la gestione della famiglia Polese.
La proprietà ribadisce la propria fiducia nel corso della giustizia e conferma la volontà di operare con la massima trasparenza e collaborazione istituzionale. La strategia difensiva poggia su chiare ragioni di opportunità, suggerendo che sia logico attendere i verdetti definitivi prima di procedere ad azioni che cancellerebbero una realtà imprenditoriale storica. Resta alta l'attenzione sul destino del Grand Hotel, mentre il "Castello delle Cerimonie" continua a lottare con ogni mezzo legale a disposizione per evitare il sipario definitivo sulle sue attività.